Coronavirus, «Chiedete per quale virus vi fanno i test»: il post Facebook ingannevole che inculca il dubbio

Un post Facebook, copincollato da diversi utenti, semina dubbi sul test del tampone insinuando che venga falsato. Ma la tesi non regge

Domenico Biscardi è una vecchia conoscenza di Open, è suo l’audio di 16 minuti diffuso via Whatsapp con contenuti ricchi di teorie di complotto sul nuovo Coronavirus: da quelle sull’origine e sulla diffusione del virus a quelle sul tampone, definito «una stronzata», e in cui scambia DNA con RNA nonostante si presenti come un esperto nel campo scientifico. Il 21 settembre 2020 pubblica un post Facebook in cui mette in dubbio i test Covid-19, ossia il sierologico e il tampone, insinuando il dubbio negli utenti che questi siano fatti di proposito per falsare i numeri dei contagiati.

Affermando con certezza che in televisione non si dice «positivo a Covid-19» preferendo un generico «positivo a coronavirus», insinua un dubbio negli utenti: siccome secondo lui nel corpo umano ci sarebbero «7 coronavirus» dovremmo chiedere agli operatori sanitari a quale di questi risultiamo positivi. La sua fonte? Un «amico di mestiere», non specificando quale, sostenendo inoltre un’altra teoria: «contiene ancora l’idea che i virus ammalano, nulla di più falso».

C’è chi, tra i commenti, cerca di rispondere a Biscardi mostrando un referto sul test PCR tramite tampone nasale in cui è ben specificato per quale virus sia stato effettuato:

Poco importa. Biscardi non si limita al post, pubblica anche un lungo commento in cui illustra le sue competenze e ulteriori affermazioni personali sulla Covid-19 e il Sars-Cov-2:

Cari amici vi spiego una cosa rapidamente ma mi permetto di farlo perché ho le competenze scientifiche per poter parlare al contrario di altri che vanno in televisione Ormai il covid non esiste più stanno facendo i tamponi sul normale coronavirus le sequenze geniche presente all’interno della PCR o sulle carte sono quelle del coronavirus stagionale quello che esiste da noi da oltre 2000 anni è normale che spesso esce positivo Ci mancherebbe pure che non prendiamo nemmeno più il coronavirus influenzale Ma nessuno me lo dice logicamente da persone ignoranti e non conoscendo la medicina nella biologia non potete sapere quali sono le sequenze che vanno a ricercare ve lo metto per iscritto ve lo garantisco io se ci fosse un inchiesta un indagine dei NAS che andassero per tutti gli ospedali a fare i test sulle PCR per vedere qual è la sequenza presente all’interno del macchinario verrebbe fuori una verità sconcertante ci sono addirittura dagli 8 ai 12 geni dell’uomo sapiens praticamente del nostro cromosoma genetico oltre a quello del normale coronavirus che non ha mai creato problemi a nessuno tutto fa brodo l’importante è uscire positivi

Oltre alla panzana del virus che non avrebbe mai creato problemi a nessuno, secondo Biscardi ci sarebbe un’enorme truffa nei confronti della popolazione e ci vorrebbe un’indagine dei Nas negli ospedali dove vengono effettuati i test. Cosa dovrebbero scoprire analizzando i test PCR? Che starebbero cercando qualsiasi Coronavirus e che il tutto sarebbe falsato dalla presenza sconcertante di parti del genoma umano oltre a quelli di virus?

La PCR

Ne abbiamo parlato in diverse occasioni a Open, in particolare nell’articolo dove citavo uno Youtuber complottista, italiano residente a Tenerife, che insinuava l’inattendibilità del test. Il Polymerase Chain Reaction (reazione a catena della polimerasi) è una tecnica di biologia molecolare che serve per amplificare un frammento di acidi nucleici ricavati da un campione prelevato, ad esempio, da un tampone.

Il test punta a individuare la traccia genomica del virus Sars-Cov-2 e la possibilità di falsi negativi è remota. Quindi ci sono dei falsi positivi? Ecco perché viene ripetuto in caso di risposta positiva, al fine di verificare ulteriormente la presenza del virus.

I test, dunque, sono specifici e riguardano il Sars-Cov-2 che è stato nel tempo isolato (contrariamente a quanto affermano presunti «candidati premi Nobel») ottenendone il genoma.

Il test chiamato semplicemente «tampone» è diagnostico, mentre i sierologici servono per individuare gli anticorpi (quantitativamente o qualitativamente) per scoprire se si è stati a contatto con il patogeno.

Il post Facebook e il copia incolla

Ecco il testo del post Facebook che ha ottenuto oltre 900 condivisioni e molti commenti festanti:

QUANDO FATE IL TEST SIEROLOGICO O IL TAMPONE E RISULTATE POSITIVI, CHIEDETE A QUALE CORONA VIRUS SIETE POSITIVI, NE ABBIAMO A MIGLIAIA DENTRO DI VIRUS. NON FATEVI PRENDERE PIÙ IN GIRO.
Lei è risultato positivo a coronavirus!
OK, MA A QUALE ESATTAMENTE?
Hcov-229 E?
Hcov-OC43?
Hcov-NL63
Hcov-HKU1?
– Sars-Cov?
– Mers-Cov?
– Sars-Cov-2
Nel corpo umano ci sono 7 coronavirus. La PCR rileva uno di loro. I primi quattro sono i raffreddore comuni di tutta la vita. In TV non sentirete dire positivo a Covid-19, è molto raro, dicono sempre positivo a coronavirus…. ma quale?
Indagate, fate ricerche, andate a leggere un pò di letteratura medica, andate a leggere i decreti legge, il cervello non vi si deteriora se indagate!
Fonte un amico di mestiere che però contiene ancora l’idea che i virus ammalano, nulla di più falso.

Domenico Biscardi condive il post alle ore 13:49 del 21 settembre 2020, ma lo stesso post lo troviamo pubblicato alle ore 12:42 dello stesso giorno nel gruppo Facebook «Sostenitori di Byoblu (gruppo non ufficiale)».

Che Domenico Biscardi si sia limitato a copiare il testo di un altro utente? Chi si occupa di scienza ricerca e indaga, non si limita a un banale copia incolla senza verifica o fonte alcuna.

Conclusioni

Il post Facebook risulta ingannevole e punta a insinuare un dubbio su accuse non dimostrate. Insomma, la tesi non regge.

Le bufale fanno leva sulle vostre emozioni, soprattutto cercando di semplificare all’estremo argomenti complessi, e il complottismo si nutre di questo per ottenere ulteriori reazioni a volte più spinte e reazionarie. Il seme del tutto è il dubbio fine a sé stesso, inculcato in maniera prepotente da molti personaggi online e non solo, che paventano di avere la verità in tasca senza portare a sostegno alcuna prova, ma solo accuse.

Open.online is working with the CoronaVirusFacts/DatosCoronaVirus Alliance, a coalition of more than 100 fact-checkers who are fighting misinformation related to the COVID-19 pandemic. Learn more about the alliance here (in English).

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