A Milano più della metà dei casi di tutta la Lombardia: «Il contagio corre veloce»

Per il direttore dell’Ats del capoluogo serve una maggiore stretta su assembramenti e attività extrascolastiche. E intanto in Regione esplode il nuovo caso vaccini influenzali

La diffusione dei contagi in Lombardia, e a Milano in particolare, sta accelerando. E la crescita è molto più rapida «di quanto ci aspettassimo». A dare l’allarme è Vittorio Demicheli, direttore sanitario dell’Ats di Milano, dopo che ieri, 10 ottobre, la provincia ha fatto registrare il più alto incremento da maggio con 578 nuovi casi, rispetto ai 1.140 accertati in tutta la Regione. Ma a preoccupare gli esperti è il dato su Milano città, che ha visto nell’ultima giornata una crescita di 312 contagi. I tamponi eseguiti sono stati 22.910.


I numeri, come ha chiarito Demicheli, non sono quelli di marzo, perché a un aumento di contagi non corrisponde lo stesso aumento di terapie intensive che rimangono stabili con 44 persone. Mentre sono 408 i ricoverati con sintomi. L’allerta, però, è elevata. Al Corriere della Sera Demicheli sottolinea che «il sostegno alla trasmissione è più forte in un contesto metropolitano». Oltre ai rischi degli assembramenti fuori da bar e locali, anche le attività extra scolastiche sono un’occasione di contagio. «E vanno limitate il più possibile», ha detto il direttore dell’Ats due giorni fa all’Adnkronos.

Il caso vaccini influenzali

Non aiuta la situazione l’ultimo incidente organizzativo che ha riguardato la campagna per il vaccino influenzale (che potrebbe essere utile a distinguere i contagi da Covid da quelli per influenza stagionale, e a ridurre i sintomi). Dopo 5 gare su 9 andate deserte, il 6 ottobre la Regione Lombardia ha indetto un ulteriore bando. Come è emerso ieri sera, a risultare vincitrici sono state la cinese LifeOn, prima dell’autorizzazione dell’Aifa, e la svizzera Falkem Swiss, non registrata all’Anac. Per la seconda, la Regione ha deciso di procedere comunque all’acquisto sebbene non ci sia nessuna garanzia a copertura di una eventuale mancata fornitura, per la prima si aspetterà l’Aifa.

In ogni caso, però, i vaccini prenotati (che aiuterebbero esclusivamente a coprire la fascia degli over 60) costeranno 5 volte di più di quanto pagato da Emilia Romagna e Veneto e 4 volte quanto la stessa Lombardia ha pagato analoghi lotti a luglio. In ogni caso, alla luce dei numeri recenti, non sono escluse strette in Lombardia, oltre a quelle sul tavolo del governo. Ma per muoversi la Regione aspetta il Dpcm che dovrebbe arrivare lunedì.

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