Coronavirus, i fari della Regione Lombardia su Milano. La mail riservata: «Valutiamo didattica a distanza, chiusura dei bar alle 18 e smart working»

Preoccupa l’andamento dei contagi nel capoluogo. Il direttore dell’assessorato alla Sanità Trivelli ha proposto provvedimenti mirati da discutere nella riunione di oggi. Le misure sul tavolo

La Lombardia accende i fari su Milano. La città, che da una settimana ha visto schizzare i casi di Coronavirus, è in «allerta massima». Stando a un’email riservata – pubblicata in parte dal Corriere della Sera – il direttore dell’assessorato alla Sanità Marco Trivelli ha proposto dei provvedimenti mirati da discutere nella riunione di oggi, prevista per le 17. Gli esperti della Regione discuteranno, tra le altre cose, l’ipotesi di «rendere più restrittive alcune limitazioni nelle città maggiormente interessate dall’incremento della curva dei contagi, come a Milano».


La stretta sui comuni è possibile da Dpcm, che consente agli enti locali di aumentare le restrizioni qualora lo ritenessero necessario. I due temi principali sono movida e trasporti, con conseguente ricaduta sulle scuole. Tra le ipotesi al vaglio per Milano c’è l’orario di chiusura dei bar «anticipata alle 18 come nel mese di marzo» e «la riduzione del carico sul trasporto pubblico attraverso l’utilizzo della didattica a distanza nelle scuole secondarie di secondo grado e lo smart working in ogni contesto applicabile».

Fontana: «Contrasteremo ogni ipotesi di nuovo lockdown»

Intanto, alle 17.30 di oggi ci sarà anche la riunione tra il ministro Francesco Boccia e i presidenti di Regione. Sul tavolo ci sono le raccomandazioni già avanzate in questi giorni: limitare le feste, lo stop al calcetto e agli sport di contatto, evitare la movida fuori dai locali, vietare il consumo di alcol in piedi dopo una certa ora, chiudere i locali alle 24 e permettere i matrimoni e le cerimonie solo con un tetto massimo di invitati (circa 30).

La previsione, stando a quanto spiegato dal Ministero, è che le misure verranno accettate all’unanimità: «Non si tratta di un nuovo lockdown», dice la portavoce del ministro, «e nessuna giunta ha avanzato polemiche». Le chiusure totali, infatti, sono il vero spauracchio delle Regioni: il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha ribadito che ne «contrasterà ogni ipotesi di lockdown».

«Oggi avremo un incontro con il governo – ha detto Fontana – e quello che è certo è che io chiederò che non si parli neppure di un altro lockdown perché il nostro Paese, la nostra economia non potrebbe sopportarlo. Dovremo cercare di convivere con questo virus di chiedere ai cittadini di attenersi a quei comportamenti che sono stati prescritti, che sono sufficienti per contenere la diffusione».

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