«Così io e mio figlio Noah siamo stati cancellati dai cospirazionisti». Il racconto del padre di una vittima della strage di Sandy Hook, 8 anni dopo – Il podcast

di AlzilD

Il 14 dicembre 2012 il massacro della scuola elementare di Newtown in Connecticut. Lenny Pozner, il papà della vittima più piccola della strage, racconta la sua lotta contro i negazionisti nell’episodio del podcast di Open

Il 14 dicembre 2012 – otto anni fa – un ventenne di nome Adam Lanza entra nella scuola elementare di Sandy Hook, a Newtown in Connecticut, e uccide venti bambini tra i 6 e i 7 anni e sei insegnanti. Il più piccolo tra le vittime si chiama Noah Pozner: avrebbe compiuto sei anni qualche settimana dopo. La strage di Sandy Hook è diventata, fin dalle prime ore dopo l’accaduto, il bersaglio di migliaia di complottisti che hanno negato il massacro, arrivando a sostenere che quei bambini e le loro famiglie non fossero mai esistiti. L’idea folle alla base della teoria cospirazionista, rilanciata da siti e trasmissioni radiofoniche di estrema destra, è che insegnanti, bambini e genitori fossero tutti attori pagati da qualcuno per favorire una legge più restrittiva sull’uso delle armi in America.


A come Sandy Hook sia diventata la madre di tutte le teorie cospirazioniste dell’ultimo decennio è dedicato l’episodio del podcast di Open «Nessuno è morto a Sandy Hook». La strage dei bambini diventata il più grande complotto cospirazionista d’America che potete ascoltare qui sotto. Ospite dell’episodio è Lenny Pozner, il papà di Noah, che, a causa delle minacce di morte e delle persecuzioni fisiche e online, vive nascosto dal 2013. Buon ascolto.

Crediti per il podcast:
Ideato e scritto da Serena Danna con la partecipazione di David Puente
Montaggio e produzione: David Puente
Traduzione e voce italiana di Lenny Pozner: Riccardo Liberatore

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