Coronavirus, Salvini porta in Senato la teoria del complotto: «Tutto è cominciato in un laboratorio cinese» – Il video

di Redazione

Il leader della Lega in Aula: «Oms assente o complice. Prima o poi chiederemo un risarcimento a Pechino»

Uno studio pubblicato su Nature Medicine a marzo del 2020 aveva già chiarito che «confrontando i dati genetici ad oggi disponibili, possiamo risolutamente determinare che il Sars-CoV-2 si è originato attraverso processi naturali». Ma per Matteo Salvini, senatore della Repubblica e leader della Lega, le cose sarebbero andate diversamente: «Ce lo diciamo sottovoce in un’Aula istituzionale? Tutto è cominciato in un laboratorio cinese, finanziato da alcune multinazionali senza nessun tipo di controllo». Salvini ha puntato il dito anche contro l’Oms, che «è stata assente o complice», e si è domandato «perché gli italiani continuino a finanziarla». Infine, ha “minacciato” possibili ritorsioni: «Adesso la Cina sta vaccinando mezzo mondo, dal Brasile al continente africano. Ma verrà il momento in cui quest’Aula, spero unitariamente, chiederà un risarcimento danni economico e morale a coloro che hanno contagiato il resto del mondo».


Non è la prima volta che il leader della Lega tira in ballo il laboratorio di Wuhan. Era già successo durante la prima ondata dell’epidemia, non al Senato ma su Facebook, quando Salvini aveva rilanciato un vecchio servizio del TGR Leonardo che non aveva nulla a che fare con il Covid-19. Dopo una pioggia di polemiche, l’ex ministro dell’Interno era tornato sull’argomento nelle vesti di ospite di Piazza Pulita, il programma condotto su La7 da Corrado Formigli. E di fronte alle richieste di chiarimento del giornalista, anziché fare marcia indietro, aveva preferito rispondere così: «Ho rilanciato un servizio della Rai. Se lei è tranquillo che nei laboratori cinesi si lavorasse a virus polmonari, io non lo sono. Preferirei lavorassero su altro. Era comunque un altro virus polmonare».


Video: Facebook / Matteo Salvini

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