Scuola, Conte assicura: «Dal 7 gennaio in classe. Didattica a distanza al 50% e massima flessibilità»

di Redazione

Si tratterà di una riapertura a metà: solo il 50% degli studenti potrà tornare in aula. Il premier chiede un’apertura differenziata scuola per scuola, paese per paese, nel segno della flessibilità

Il via libera definitivo era atteso per oggi, mercoledì 23 dicembre. La conferenza unificata ha dato il suo benestare alla riapertura delle scuole il 7 gennaio. Per ora, come confermato anche dal premier Giuseppe Conte, si tratterà di una riapertura a metà: solo il 50% degli studenti potrà tornare in aula. Percentuale che potrà gonfiarsi con il passare del tempo, quando ci saranno le condizioni, vale a dire quando i numeri dell’epidemia da Coronavirus saranno sotto controllo. A ogni modo, a farla da padrone sembra sia il principio della flessibilità, stando alle parole del premier.


«Ho raccomandato perché ci sia un’apertura differenziata scuola per scuola, paese per paese. Nel segno della flessibilità: è l’unica possibilità che abbiamo per evitare criticità che si concentrano anche sui trasporti», ha detto Conte durante un’intervista a Porta a Porta facendo riferimento a un tavolo di lavoro sempre aperto tra le prefetture a livello provinciale e i ministri per riuscire a «coordinarsi al meglio e trovare soluzioni flessibili per il rientro a scuola».

Nel corso dell’intervista, il premier ha comunque usato cautela e ha fatto capire quanto sia importante «ripartire con la didattica al distanza almeno al 50% per le scuole superiori di secondo grado», sempre con il massimo della flessibilità, per scongiurare una nuova impennata delle infezioni come quella esplosa in autunno. A questo punto si è in attesa di capire quali saranno le novità sul fronte dell’organizzazione dei trasporti pubblici e delle modifiche agli orari di ingresso degli studenti, tema cruciale per il rischio contagi.

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