L’ultima trovata del presidente del Turkmenistan contro la Covid-19: «Mangiate liquirizia»

Berdymukhamedov, il dittatore del Paese dell’Asia centrale, non è nuovo a certe uscite negazioniste: nella prima fase della pandemia aveva negato la presenza del virus nei confini dello Stato e vietato l’uso della parola Coronavirus

Gurbanguly Berdymukhamedov, il dittatore dentista e con la passione per il rap, ha rimarcato la sua linea ambigua – per usare un eufemismo – sul nuovo Coronavirus. Nelle dichiarazioni fatte pubblicamente, senza fare riferimenti a studi scientifici autorevoli, il presidente del Turkmenistan ha proposto la la liquirizia come terapia per «neutralizzare lo sviluppo del Sars-CoV-2».


«Scienziati di tutto il mondo stanno ricercando rimedi efficaci per il coronavirus, e uno di questi potrebbe essere la radice di liquirizia», ha dichiarato Berdymukhamedov. Secondo lui, tale alimento naturale «impedisce lo sviluppo del Coronavirus». Per essere efficace, basterebbe «anche una bassa concentrazione di un estratto acquoso di liquirizia. Ha un effetto neutralizzante».

Il dittatore, rimarcando che il Turkmenistan possiede «riserve sufficienti» di liquirizia, ha dato mandato all’Accademia nazionale delle scienze di condurre studi sui presunti benefici di questa pianta aromatica. Berdymukhamedov non è nuovo a esternazioni di stampo negazionista: nella prima fase della pandemia, si era più volte speso per ribadire alla popolazione che il Paese dell’Asia centrale fosse “Covid-free”.

Inoltre, il presidente turkmeno aveva disposto il divieto di pronunciare pubblicamente la parola Coronavirus. A dirlo, l’Ong internazionale Reporters Without Borders. L’argomento, a marzo dello scorso anno, è scomparso dai media statali e rimosso dagli opuscoli di informazione sanitaria distribuiti nelle scuole, negli ospedali e nei luoghi di lavoro.

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