Mattarella scrive al Papa: «Coltiviamo insieme una grammatica della cura». E sulle donne: «Condivido l’auspicio di un maggiore protagonismo»

di Redazione

Dopo il consueto discorso tenuto la sera del 31 dicembre, il Presidente della Repubblica ha mandato un messaggio a Bergoglio nella giornata mondiale della pace

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio a Papa Francesco in occasione dell’inizio del nuovo anno. «Le attuali circostanze rendono particolarmente opportuno il Suo messaggio sull’importanza di coltivare, nel discorso pubblico e al livello personale, una grammatica della cura», ha scritto il capo di Stato riferendosi al discorso di auguri di inizio anno di Bergoglio nella giornata mondiale della pace.


Ieri, 31 dicembre, Papa Francesco non ha potuto tenere il consueto intervento in prima persona a causa di un’invalidante sciatalgia. «Ringrazio il presidente della Repubblica italiana, onorevole Sergio Mattarella, per il pensiero augurale che mi ha indirizzato ieri sera nel suo messaggio di fine anno», ha scritto in una nota questa mattina. «E lo ricambio di cuore».


«Mi unisco con convinzione al Suo auspicio di un maggiore e diffuso protagonismo delle donne – ha scritto il presidente – alle Sue considerazioni sulla necessità di uno sforzo pedagogico che, coinvolgendo famiglia, scuola e università, contribuisca a modellare le nostre società sulla base di un ritrovato spirito di fratellanza, e al Suo incoraggiamento affinché ognuno diventi testimone della cultura della cura».

«La pandemia ha aggravato le condizioni di chi già era in difficoltà»

Inevitabile un riferimento, poi, a quanto la pandemia da Coronavirus abbia peggiorato le condizioni di chi già viveva in difficoltà. «L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, come costantemente ricordato da Vostra Santità nel corso degli ultimi mesi, si è inserita in un contesto non privo di criticità – climatiche, alimentari, economiche, migratorie – tra loro collegate», ha scritto Mattarella. «La pandemia le ha aggravate, vi ha aggiunto lutti e sofferenza, ha reso ancor più precarie le condizioni di quanti già sperimentavano difficoltà».

Immagine di copertina: ANSA/PAOLO GIANDOTTI

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