Deposito per i rifiuti radioattivi, Italia viva accusa Costa: «È stata scelta l’unica area sismica del Piemonte»

Il ministro dell’Ambiente incalzato dalle deputate renziane sia sulla scelta dei territori idonei al sito di stoccaggio per che per lo scarso coinvolgimento degli enti locali

La tempesta non è passata, ma mentre i vertici di maggioranza si alternano con le telefonate tra leader di partito e mediatori, il governo è già impegnato a rispondere al question time alla Camera. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, Sergio Costa dell’Ambiente, Dario Franceschini per i Beni culturali e Stefano Patuanelli dello Sviluppo economico hanno replicato alle interrogazioni dei deputati. Il tema più spinoso è stato quello che ha dovuto affrontare Costa, ovvero l’individuazione del sito nazionale per il deposito dei rifiuti radioattivi.


A rivolgersi al titolare del dicastero dell’Ambiente è stata Giuseppina Occhionero, deputata di Italia viva, ormai fuori dalla maggioranza di governo. «Sono state inserite nella lista di Sogin aree di elevato pregio artistico o con criticità sismiche, mentre territori che si erano proposti sono stati esclusi», ha dichiarato Occhionero, invitando il ministro a un maggior coinvolgimento del Parlamento. La richiesta di Italia viva, inoltre, è quella di «fermare la procedura di consultazione e ritirare la pubblicazione della carta nazionale delle aree potenzialmente idonee», al fine di avere più tempo per rivedere le decisioni in merito al sito di stoccaggio.

Alle sollecitazioni, Costa ha dichiarato di non avere «nessuna indisponibilità al confronto ma l’importante è arrivare a una definizione». Poi, il ministro si è soffermato sulla natura dei rifiuti nucleari destinati al deposito, «a bassa e media intensità, ad esempio scarti di area medica», sottolineando anche una certa urgenza nel portare avanti il percorso per la costruzione del sito poiché «l’Italia è all’inizio di una procedura di infrazione europea. Attendiamo gli emendamenti del Parlamento per valutare aggiornamenti».

La risposta non ha soddisfatto Italia viva che, attraverso la deputata Silvia Fregolent, ha accusato il ministro: «Ha omesso nella risposta i rifiuti provenienti dall’industria nucleare, che verrebbero inglobati nel sito definitivo». Fregolent ha lamentato che, con il nullaosta dato dal ministero, «sono state già stabilite delle fasce prioritarie. E nel Piemonte, che non è una regione sismica, si è riusciti a individuare e includere nella lista l’unica area a rischio sismicità esistente».

La deputata ha anche criticato la scelta di rendere pubblica la lista il 5 gennaio, «il giorno prima dell’Epifania», senza coinvolgere gli enti locali. Un altro errore è stato la mancata valutazione «che in questa fase dell’epidemia gli enti locali non hanno le forze e le competenze tecniche per valutare nel merito la questione del deposito di rifiuti nucleari sul proprio territorio». Fregolent ha concluso sottolineano che «Italia viva non è soddisfatta della risposta del ministro e le chiediamo di rivalutare sia la questione in sé che le modalità di pubblicazione la lista».

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