In Italia sono 1.330.054 le persone vaccinate. Locatelli: «A marzo in arrivo altre 7,7 milioni di dosi»

La Regione con la percentuale più alta di somministrazioni è sempre la Valle d’Aosta. L’Umbria chiede più forniture per le zone rosse

In Italia sono state somministrate 3.497.825 dosi di vaccino contro il Coronavirus, per un totale di 1.330.054 persone vaccinate (che hanno ricevuto, cioè, la copertura completa). La Valle d’Aosta rimane in testa per percentuale di somministrazioni in relazione alle consegne: 97,9%. Seguono la Provincia Autonoma di Bolzano, con il 91,7%, e la Toscana, con l’85,4%. Restano indietro Liguria (60,8%) Molise (62,7%), Sardegna (64,9%) e Umbria (64,9%). Per quanto riguarda le categorie vaccinate, secondo i dati pubblicati dal governo sul portale dedicato, agli operatori sanitari e sociosanitari sono state somministrate 2.202.965 di dosi. Gli ultraottantenni che ne hanno ricevuta almeno una sono in tutto 246.978. Quello di Pfizer/BioNTech resta il siero più diffuso (3.905.460), seguito da AstraZeneca (542.400) e Moderna (244.600).


Dal sito ufficiale del governo: https://www.governo.it/it/cscovid19/report-vaccini/

Locatelli: «A fine marzo avremo ricevuto 13 milioni di dosi»

Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, ha annunciato che per fine marzo l’Italia dovrebbe aver ricevuto un totale di 13 milioni di dosi. «La limitante di questa prima fase è stato il numero di dosi che sono state rese disponibili», ha detto in onda su Rai 3, a Mezz’ora in più. «Ne abbiamo avute 4 milioni e 700 mila e altre 7 milioni e 700 mila sono attese a marzo. Per numero di dosi somministrate e popolazione siamo il secondo paese in Ue dopo la Germania, primo per popolazione vaccinata con doppia dose».

L’Umbria torna a chiedere più vaccini per le zone rosse

Intanto l’Umbria, presa d’assalto dalle varianti B.1.1.7 (“inglese”) e P1 (“brasiliana“), torna a chiedere maggiori forniture di vaccini. «Le zone rosse per l’emergenza Covid non possono essere rifornite di vaccini con il criterio di proporzionalità con la popolazione, ma devono avere maggiori forniture in grado di spegnere “l’incendio in atto” ed evitare che il virus si propaghi verso altri territori», ha dichiarato il Comitato operativo in una lettera inviata al Commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri. La lettera è stata firmata dai direttori della Regione Umbria, Claudio Dario, Sanità, e Stefano Nodessi, direttore delle Infrastrutture e della Protezione civile locale.

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