M5s, Crimi chiude ai dissidenti: «Nessun reintegro per gli espulsi. Chi vuole appoggiare il governo lo dimostri»

La crisi nel Movimento continua. La discesa in campo di Conte non basta a placare le polemiche interne

«Nessun reintegro o grazia per gli espulsi». Queste le parole del capo politico reggente del M5s Vito Crimi. Secondo fonti grilline, all’assemblea dei gruppi pentastellati di Camera e Senato, tenutasi nella serata di ieri su Zoom, Crimi ha risposto così a chi gli chiedeva del futuro dei colleghi espulsi. Nelle scorse giornate si erano susseguiti i rumors di un eventuale “pacificazione”  con chi aveva votato «no» al governo Draghi o si era astenuto. Il capo politico ha chiuso la strada a un reintegro al “buio” lasciando, però, uno spiraglio aperto: «Se qualcuno vorrà, potrà dimostrare, con i fatti, di aver sbagliato opinione sul governo e verrà valutato dal direttivo…».


I parlamentari raccontano di un’assemblea piena di attacchi e polemiche: sul reintegro degli espulsi, sulla “piega” che il Movimento starebbe prendendo e sul ruolo di Rousseau. La maggioranza dei grillini vorrebbe, quantomeno, un ridimensionamento del proprietario della piattaforma digitale, Davide Casaleggio, che, al momento, tiene in mano le chiavi della “cassa” del M5s. In difesa di Casaleggio ha preso la parola il senatore Danilo Toninelli: «Non esiste M5s senza Rousseau e non esiste Rousseau senza M5s. Basta litigare con Davide». L’ex ministro non risparmia però i colleghi dissidenti: «Scusate ma al di là delle opinioni va chiarito che le espulsioni non sono state una sanzione, ma un atto dovuto. Chi decide di votare contro la nascita a un governo si pone automaticamente, all’opposizione».

Dure anche le parole del senatore Primo Di Nicola: «Basta con i caminetti, non rappresentate più nessuno e non potete decidere sul futuro M5s», ha detto il pentastellato attaccando i capigruppo, Davide Crippa e Ettore Licheri, e il capo politico Vito Crimi. «Mi auguro che voi non crediate a una parola che avete detto», ha concluso Di Nicola. Crimi ha infatti elogiato l’ex premier Giuseppe Conte e Beppe Grillo: «Ho parlato con Conte oggi, si stanno elaborando i dettagli per portare avanti un progetto per il futuro».

Crimi guarda talmente “avanti” che arriva, in termini cronologici, al 2050: «Serve una visione strategica fino al 2050. Trent’anni fa Grillo gridava nei suoi spettacoli delle cose che oggi sono diventate patrimonio comune. Dobbiamo pensare a una strategia per i prossimi 30 anni». Nonostante i vertici si dicano fiduciosi sulla rinascita del Movimento sembrerebbe che la strada sia ancora in salita e che Conte non abbia del tutto messo pace tra le diverse anime pentastellate.

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