M5S, Rousseau lancia il suo manifesto: «No poltrone, sì ribelli». I parlamentari 5 Stelle: «È guerra. Ora liberi tutti, ci disiscriviamo»

Lo strappo tra l’associazione di Casaleggio e il Movimento sembra irreparabile. Beppe Grillo sul Sacro Blog rilancia il ministero della Transizione Ecologica e la scelta di appoggiare Draghi

Era nell’aria ormai da tempo, le correnti spiravano in direzioni opposte. Alla fine, la tempesta tra Rousseau e Movimento 5 stelle si è scatenata nella mattina di oggi, 4 marzo: sul web sono piovuti manifesti e contromanifesti, post e commenti che segnano la rottura tra ciò che è rimasto del gruppo parlamentare grillino e la realtà di Davide Casaleggio. È stata l’associazione Rousseau a fare la prima mossa: «È arrivato il momento di riattivare i motori e cominciare la nostra corsa controvento», si legge sul Blog delle stelle.


Il manifesto ControVento

A stretto giro, su un altro blog – quello personale di Beppe Grillo – è comparso un lungo testo intitolato La rivoluzione MiTE del MoVimento 5 Stelle, un contromanifesto per inquadrare «lo stato delle cose» prima che esse sfuggano al controllo del garante e dei vertici 5 stelle. Due visioni che sfregano, vista la tempistica di pubblicazione: i manifesti pubblicati quasi in coincidenza sono l’epilogo di un rapporto stridente tra Casaleggio e Grillo. Negli ultimi giorni, poi, la richiesta del presidente di Rousseau di 441.600 euro da ricevere dal Movimento, «entro e non oltre il 3 marzo» aveva esasperato le frizioni interne.

«Un primo conteggio per saldare il debito accumulato» in seguito alle mancate restituzioni – 300 euro mensili – di alcuni parlamentari grillini: l’aveva spiegata così Casaleggio. Oggi, invece, le motivazioni racchiuse nel Manifesto ControVento, che sarà presentato nella sua versione integrale il 10 marzo, appaiono squisitamente ideologiche. «Non è più tempo di accontentarsi. Non è più tempo di avere sogni moderati – ha scritto l’associazione -. Per tornare a volare alto dobbiamo anteporre le riforme alle poltrone. Per tornare a volare alto non dobbiamo accomodarci sulle seggioline della tifoseria della politica, sventolando le bandiere di destra contro sinistra, opposizionisti contro governisti, nordisti contro sudisti».

Rousseau, annunciando l’iniziativa, ha ribadito la necessità di fare chiarezza sul suo ruolo in questa fase e spiega l’intento del manifesto: «Vuole essere un codice etico di riferimento per la nostra azione, ma anche un perimetro solido e ben definito di termini e condizioni di utilizzo dell’ecosistema Rousseau al fine di poter esercitare pienamente quel ruolo di garanzia che consenta, da una parte, metodi e processi di partecipazione ancora più trasparenti e condivisi e, dall’altra, una sempre più attenta e intransigente tutela dei diritti di cittadinanza attiva e digitale dei cittadini». Direttrici diluitesi nella linea governista assunta dal Movimento.

Il contromanifesto di Grillo

Il fondatore dei 5 stelle, in risposta all’azione di Rousseau, ha pubblicato un lungo intervento che ha le sembianze del nuovo programma del Movimento. «O con le buone o con le buone è ora il nostro motto», ha affermato Grillo. Spiegando l’ingresso del M5s nel governo Draghi, il comico genovese ha detto che è arrivato il momento di promuovere «il cambiamento del Paese. Sia per il 2021, sia per il 2050». Non opposizione fine a se stessa, ma «solidarietà».

Sembrano ormai andati i tempi dei «mai con» che adornavano ogni filippica del leader 5 stelle. «Draghi si giudica su quel che farà, non su quello che ha fatto». Grillo dedica larga parte del suo contromanifesto alla questione ambientale: «l’umanità ha accumulato con il pianeta un “debito ecologico” colossale. È per questo che l’Italia, con mezzo secolo di colpevole ritardo, finalmente avvia una profonda transizione ecologica e solidale che copre tutti gli aspetti del vivere e del produrre, invece di essere considerata solo uno dei tanti rami dell’albero dell’economia». Il fondatore del Movimento ha rivendicato poi l’istituzione del «Super Ministero della Transizione Ecologica, il MiTe, e soprattutto l’istituzione del Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica, il Cite».

Nella rivoluzione MiTE del MoVimento 5 Stelle, Beppe Grillo dà spazio anche alla figura di Virginia Raggi, «in buona posizione per dare nuovo slancio ecologico alla Capitale. Siamo orgogliose e orgogliosi di avere scelto per sindaco una donna». E ha concluso parlando di Giuseppe Conte, il quale «ha detto “per il Movimento 5 Stelle ci sono e ci sarò”. È un impegno che ha preso pubblicamente e che intende onorare. Gli è stato chiesto di scrivere insieme un progetto per il futuro del Movimento. Non parliamo di un futuro a breve termine ma dell’unico orizzonte che una forza politica moderna deve considerare: il 2050».

Le reazioni dei parlamentari

I parlamentari del gruppo, tuttavia, hanno rivolto le loro attenzioni più alla notizia dello scollamento con Rousseau che alla dichiarazione di intenti di Grillo. «Penso che sia arrivato il momento che le strade si dividano, le ingerenze sono diventate insopportabili», commenta Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera e deputato 5 stelle. «Prendo atto che Rousseau è diventato un partito con un proprio manifesto anche se avrebbe dovuto essere uno strumento del M5s finanziato da noi eletti. Credo che il nostro percorso insieme sia ufficialmente finito qui», scrive su Twitter Federica Dieni, deputata del Movimento.

E ancora: «Da società di servizio, a disposizione del M5s, a partito avversario è un attimo». «L’addio alla fine ce lo ha dato Casaleggio – ha detto il sottosegretario agli Interni Carlo Sibilia -. La nascita del “manifesto ControVento” parla chiaro e va in quella direzione. Comunque questa novità, che giunge del tutto inattesa, conferma le mie affermazioni». Il deputato grillino Gianluca Vacca, ex sottosegretario alla Cultura del governo Conte I, ha definito l’operazione di Rousseau come «un attacco al Movimento. A questo punto credo che non ci siano più margini di ricomposizione della frattura, sempre più insanabile».

Sergio Battelli, presidente della commissione Politche Ue e deputato grillino, ha augurato «buona fortuna – all’associazione Rousseau, la quale – ha deciso di spiegare le vele e andare per conto suo». Nelle chat dei parlamentari M5s ha circolato questo messaggio: «Ora liberi tutti, disiscriviamo». E anche l’ex sottosegretaria grillina al Mise, Mirella Liuzzi, ha dato il suo commiato all’associazione di Casaleggio: «Prendo atto che Rousseau, un servizio a disposizione del M5s e finanziato dagli eletti, ha deciso di creare un partito autonomo. Buona fortuna e buon percorso».

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