Attivismo e studio: la parità di genere è lotta intellettuale. Michela Murgia ospite del podcast di Francesca Michielin – Il video

In esclusiva l’anteprima della quarta puntata di “Maschiacci – Per cosa lottano le donne oggi?”, podcast ideato e condotto dalla cantautrice

«Se si è donne in Italia si muore anche di linguaggio. È una morte civile, ma non per questo fa meno male». Si apre con le parole dell’ultimo libro di Michela Murgia Stai Zitta, la quarta puntata di Maschiacci – Per cosa lottano le donne oggi?, il podcast sull’universo femminile ideato e condotto dalla cantautrice Francesca Michielin. Domani 1 aprile, infatti, la scrittrice e attivista sarà ospite del programma dell’artista veneta e sarà disponibile sulle principali piattaforme di streaming.


Il significato di essere donna e intellettuale, l’impegno dell’attivismo nella lotta per le donne e la responsabilità nel proseguire un dibattito utile alla parità di genere: queste le tematiche affrontate nella puntata con Murgia da Michielin, reduce da un successo di critica e pubblico dopo la partecipazione all’ultima edizione del Festival di Sanremo, dove ha concorso, in duetto con Fedez, con il brano Chiamami per nome, giunto al secondo posto della kermesse canora.


Nell’alternarsi di attimi di leggerezza e momenti più profondi , durante la puntata Michielin e Murgia parlano anche di che cosa significa, oggi, per una donna, definirsi attivista e intellettuale. «Nessuna delle mie azioni di scrittura si è mai staccata dall’esigenza di denunciare un deficit nella realtà», spiega Murgia. «Le caratteristiche fondamentali dell’attivismo sono pazienza, determinazione e disciplina nello studio. Non sono del tutto d’accordo con il detto Great changes require revolution, secondo me Great changes require resolution, bisogna essere costanti, risoluti e preparati!».

E alla domanda «Per cosa vorresti smettere di lottare?», la scrittrice sarda non ha esitazioni: «Indosso da così tanto tempo la corazza da guerriera che se un domani dovessero finire tutte le guerre non saprei cosa fare! E come dice Alberto Arbasino sull’escalation della carriera dell’intellettuale, le fasi sono tre: “giovane promessa”, “solito stronzo” e “venerato Maestro”».

Video: Goigest

Leggi anche: