Via libera della Cassazione all’adozione all’estero da parte di coppie gay. Nessuna apertura sulla maternità surrogata

Il verdetto ha respinto il ricorso del sindaco del Comune lombardo di Samarate contro la Corte di Appello di Milano che aveva dato il via libera per il riconoscimento dell’adozione del bambino da parte dei due padri

Status genitoriale riconosciuto. La Cassazione convalida la trascrizione nell’anagrafe italiana dell’adozione di un bambino, avvenuta a New York, da parte di una coppia costituita da un italiano e un cittadino americano. Per la Suprema Corte il fatto che il nucleo familiare sia omogenitoriale non costituisce dunque un «elemento ostativo all’adozione». Il verdetto ha respinto il ricorso del sindaco del Comune lombardo di Samarate contro la decisione della Corte di Appello di Milano del giugno 2017 che aveva dato il via libera per il riconoscimento dell’adozione del bambino da parte dei due padri. Nessuna apertura per ora alla maternità surrogata ma la decisione è stata quella di concedere l’adozione alla coppia gay attraverso il richiamo del principio del «preminente interesse del minore».


La vicenda è stata affrontata e risolta dalle Sezioni unite con il verdetto depositato oggi dopo l’udienza presieduta dal primo presidente della Cassazione Pietro Curzio. Stando a quanto fatto sapere dalla Corte, il provvedimento di adozione estero «non è stato fondato solo sul consenso dei genitori biologici ma anche sugli esiti di un’indagine relativa all’idoneità della coppia adottante». Il tema delle richieste di status genitoriale da parte di coppie gay va avanti dagli anni 90′, è per questo che la Cassazione ha ribadito come «la Consulta abbia più volte sollecitato il legislatore ad ampliare le condizioni di accesso all’adozione legittimante».

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