A Belgrado migliaia di dosi extra, vaccini gratis anche agli stranieri: basta un cellulare serbo

A oggi, la Serbia è il paese europeo con il maggior numero di vaccinazioni in rapporto la popolazione

Mentre in Europa la campagna vaccinale arranca, e in Italia le Regioni sono a corto di dosi, in Serbia l’abbondanza di vaccini ha spinto il governo serbo a invitare gli stranieri a vaccinarsi nel Paese. Se in Norvegia, Turchia, o Austria, sono le agenzie di viaggi a proporre dei pacchetti di vacanze vaccinali verso la Russia, in Serbia è stato lo stesso governo a mettere in piedi un sistema di prenotazione delle dosi aperto a tutti, sia cittadini che stranieri.


Vaccini ai Paesi vicini

Lo scorso weekend, migliaia di persone provenienti dai Paesi vicini, come Macedonia del Nord, Croazia, Bosnia, sono arrivate Belgrado facendo lunghe file fuori dagli hub vaccinali in attesa di essere vaccinati. Le autorità serbe hanno infatti dato la possibilità di ottenere la somministrazione gratuitamente, previa una registrazione online. La Camera di commercio serba aveva inizialmente messo a disposizione 10 mila dosi di vaccino per imprenditori, commercianti e operatori economici dei Paesi vicini, tutti in attesa delle forniture di vaccino previste dal programma internazionale Covax. Ma la campagna vaccinale gratuita è stata poi aperta a tutti, anche a chi non è un imprenditore.

Come prenotarsi

La prenotazione è molto facile. Basta collegarsi alla piattaforma nazionale eUprava. L’unico requisito è quello di possedere un numero di telefono serbo cosi da poter ricever l’sms con l’ora e il luogo della somministrazione. Un’esperienza che è toccata anche a un imprenditore italiano, Simone Avogrado di Vigliano, come racconta lui stesso al Corriere della Sera. Dal portale – spiega – è possibile scegliere anche quale vaccino farsi somministrare. E nel giro di poche settimane è riuscito a ottenere entrambi le dosi del vaccino Pfizer.

La strategia serba sui vaccini

La Serbia dispone di un’ampia quantità di vaccini dopo che a gennaio ha ricevuto – primo paese in Europa – milioni di dosi del vaccino cinese Sinovac. Belgrado ha ottenuto però anche migliaia di dosi dello Sputnik V, oltre che avere la possibilità di somministrare anche Pfizer e AstraZeneca. E proprio perché dalle 20 alle 25 mila dosi stavano per scadere, la Serbia ha deciso di aprire i suoi confini per evitare di dover buttare via migliaia di dosi. Ma non solo, negli ultimi giorni, Belgrado ha donato altre 40 mila dosi del vaccino Sputnik V alla Macedonia del Nord. Mentre altre 20 mila dosi saranno consegnate successivamente. La Serbia nelle scorse settimane aveva già donato alla Macedonia del Nord oltre 8 mila dosi di vaccino Pfizer-BioNTech, con le quali era stato possibile cominciare a vaccinare medici e personale sanitario. Ma non solo. La Serbia è anche il primo Paese d’Europa ad aver consentito la vaccinazione anti Covid gratuita ai migranti.

Tuttavia, avvertono però gli analisti, il presidente serbo Vucic, come molti altri Paesi, avrebbe deciso di sfruttare la grande disponibilità di vaccini come arma diplomatica per rafforzare la sua influenza sulla Regione balcanica. A oggi, la Serbia è il paese europeo con il maggior numero di vaccinazioni in rapporto la popolazione. Nell’arco di tre mesi Belgrado è riuscita a vaccinare il 15,6% della popolazione. Un numero addirittura più alto del Regno Unito che è arrivato al 7.7%.

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