Vaccinazioni 25 volte più veloci nei Paesi più ricchi del mondo: il 40% delle dosi somministrate è già andato alle economie più forti

Queste nazioni rappresentano però solo l’11% della popolazione mondiale

A tre mesi dall’inizio delle prime vaccinazioni contro il Coronavirus, la disparità di somministrazione tra i Paesi più ricchi del mondo e quelli più poveri continua ad allargarsi. Delle oltre 748 milioni di dosi inoculate in tutto il mondo, il 40% è andato ai cittadini di 27 Paesi la cui popolazione rappresenta solo l’11% di quella mondiale. I dati arrivano da Bloomberg che ha analizzato come gli Stati Uniti, per esempio, stanno per raggiungere l’obiettivo del 75% di vaccinazioni nei prossimi tre mesi. Un dato che si scontra con quanto avviene nel resto del mondo, dove la metà dei Paesi non è ancora riuscita a vaccinare neanche l’1% della popolazione. Una disparità che è ulteriormente sottostimata dal fatto che più del 40% delle nazioni, in maggior parte tra le più povere del mondo, non ha ancora condiviso i dati sulle somministrazioni.


Ourworldindata | La mappa del numero delle persone completamente vaccinate

Solo 3 dei 54 Paesi del continente africano, per esempio, sono riusciti a somministrare il vaccino a oltre l’1% della loro popolazione. E, come denunciato da varie Ong ed esperti, l’Africa potrebbe dover attendere fino al 2024 per riuscire a immunizzare una quota sufficiente della popolazione. Il continente africano è infatti tra i più dipendenti dal programma Covax, il meccanismo globale per consentire un accesso equo ai vaccini anti-Covid, supportato dall’Onu, e da altre organizzazioni private.

In poco più di due mesi, Covax ha distribuito oltre 38 milioni di dosi in 6 continenti. Dei 100 Paesi raggiunti, 61 sono tra i 92 più a basso reddito. L’obiettivo del programma è quello di assicurare entro la fine del 2021 almeno 2 miliardi di dosi ai Paesi più svantaggiati. Il programma si affida in gran parte all’Istituto indiano Serum, il più grande produttore di vaccini al mondo, e alla sua produzione di AstraZeneca. Ma il blocco dell’export tra marzo e aprile adottato dal governo indiano per dirottare parte delle dosi alle vaccinazioni interne ha rallentato ulteriormente la distribuzione ai Paesi che si affidano al programma Covax.

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