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Il Coronavirus ha fermato i trapianti di organi: in Italia oltre 8.200 persone in attesa e pochi donatori

Il 72,5% delle 8.291 persone in lista aspetta un rene, mentre il 12,7% (1.076) un fegato. Ad aspettare un cuore nuovo sono invece 670 persone

Cattiva informazione, fake news e la pandemia da Coronavirus hanno fermato i trapianti e messo in crisi la donazione di organi. A oggi, sono quasi 8.300 le persone in attesa di un trapianto in Italia. Il 72,5% delle 8.291 persone in lista aspetta un rene, mentre il 12,7% (1.076) un fegato. Ad aspettare un cuore nuovo sono invece 670 persone. Il 15,5% dei pazienti, oltre 1200, ha già ricevuto un trapianto di organo ma è in attesa di un ritrapianto: nella quasi totalità dei casi (97,5%) si tratta di rene. In Italia, l’attesa media per ricevere un trapianto di fegato è di 5 mesi. Tempi più lunghi – un anno e un mese – invece per cuore e polmoni e due anni e un mese per un rene.


«In un momento in cui la pandemia sta rendendo molto più complicato il lavoro delle terapie intensive diventa ancora più fondamentale il consenso dei cittadini alla donazione», ha dichiarato in una nota il Centro nazionale trapianti in occasione della Giornata nazionale della donazione di organi e tessuti (domenica, 11 aprile). «Ad oggi sono quasi 9 milioni e mezzo le dichiarazioni di volontà registrate nel sistema informativo trapianti, di cui 7 milioni di “sì” e 2 milioni e mezzo di “no”», si legge ancora. Come spiega il Centro nazionale trapianti, la percentuale di chi si oppone supera ancora il 30%. «I pazienti in lista d’attesa sono ancora troppi – spiega il direttore del Massimo Cardillo – e l’unico modo per dare il prima possibile una speranza di guarigione a queste persone è incrementare il numero delle donazioni di organi».


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