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Ritrovata in Svizzera Mia, la bimba che sua madre aveva fatto rapire da un gruppo di QAnon

Lola Montemaggi aveva organizzato il rapimento della figlia dopo che le era stata tolta la custodia. Era una donna ossessionata dalle teorie del complotto

Circa 200 agenti francesi per cercarla. Senza contare la collaborazione della polizia Svizzera. Questa mattina Mia, 8 anni, è stata ritrovata in una casa del comune di Sainte-Croix, nel cantone di Vaud. Mia era insieme alla madre Lola Montemaggi, 28 anni, che aveva organizzato il suo rapimento. Era da martedì che non si avevano più notizie della piccola. La storia di Mia ha avuto molta risonanza in Francia perché le vicende legate alle sua famiglia si sono annodate con teorie del complotto e gruppi di estrema destra.


Tutto è cominciato all’inizio di gennaio. Dopo il divorzio dei suoi genitori, la custodia di Mia è stata affidata alla madre Lola. L’11 gennaio però la custodia viene tolta alla madre e affidata alla nonna materna: Lola era stata violenta contro l’ex marito e aveva impedito alla figlia di andare a scuola. Secondo la stampa questa donna era molto attratta dalle teorie complottiste, tanto da aver venduto case e mobili per investire tutto in un camper che le avrebbe permesso di vivere «fuori dai radar della società».


Lola Montemaggi aveva deciso così di chiedere aiuto a un gruppo di estremisti di destra fedeli alle teorie più in voga nel mondo Qanon, a partire da quella che prevede l’esistenza di una «rete di pedofili mondiale infiltrata nello Stato». Così martedì scorso tre uomini sono andati dalla nonna di Mia fingedosi assistenti sociali, hanno prelavato la bambina e l’hanno riconsegnata alla madre. A casa delle persone coinvolte in questo rapimento è stato trovato un piccolo arsenale: armi e sostanze esplosive.

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