La procura di Roma indaga su Ferrovie dello Stato: sotto la lente 1,59 milioni pagati da Generali all’amministratore delegato

A rivelarlo è il Financial Times. Sullo sfondo dell’inchiesta, la partita per le nuove nomine dei vertici aziendali

Un’indagine della Procura di Roma scuote Ferrovie dello Stato. Stando a quanto riporta il Financial Times, sotto la lente dei pm ci sarebbero i contratti tra la società e l’assicuratore Generali. In particolare, la Procura vuole vedere chiaro su un pagamento assicurativo di 1,59 milioni di euro all’amministratore delegato della società ferroviaria, Giancarlo Battisti. Stando a quanto emerge, a marzo 2014, Battisti avrebbe presentato la richiesta di assicurazione per malattia (in quel periodo era a capo della divisione treni ad alta velocità di Fsi). Il pagamento è arrivato da Generali 8 mesi dopo: stando a quanto riportato dal Ft, in quell’anno non risulterebbe nessun giorno di malattia preso da Battisti. Inoltre, l’ad ha ricevuto un altro pagamento assicurativo pari a 153.325 euro da Generali dopo una caduta nel suo bagno, nel 2016.


Lo scatto ad amministrazione delegato di Battisti è arrivato a seguito di entrambi gli episodi, attraverso una promozione, decisa dal governo gialloverde, nel 2018. Nel 2019, due lettere anonime inviate a Fsi, Generali e al governo italiano hanno messo in discussione la dimensione e la legittimità del pagamento di 1,59 milioni di euro a favore di Battisti. La dimensione del pagamento è stata eccezionale anche per gli standard della compagnia ferroviaria. Dopo un’indagine interna partita dai whistleblower, le denunce sono state portate all’attenzione dei magistrati. Secondo i verbali del consiglio di amministrazione di Fsi risalenti al 27 ottobre 2020, l’agosto scorso Battisti ha chiesto l’accesso alle denunce dei whistleblower, perché potevano essere un rischio per la reputazione della società.

Le indagini sui contratti

Anche la compagnia di assicurazioni Generali ha condotto un’indagine interna nel 2019 sulle denunce dei whistleblower. I magistrati della Corte dei Conti hanno chiesto spiegazioni sul perché Fsi abbia assegnato i suoi contratti di assicurazione a Generali tra il 2006 e il 2013 senza gare pubbliche annuali. Tra il 2007 e il 2019, inoltre, la società ha guadagnato oltre 812 milioni di euro da Fsi; le altre compagnie di assicurazioni hanno guadagnato un totale di 34,7 milioni di euro nello stesso periodo di tempo. Il chief risk officer di Fsi Giovanni Conti, le cui responsabilità includevano la revisione dei contratti assicurativi e delle gare d’appalto, è stato licenziato a febbraio.

Il bivio sulle nomine

In questo quadro, il governo di Mario Draghi dovrà decidere se prolungare il mandato di Battisti, che scade a maggio (insieme a quelli del presidente Gianluigi Castelli e di cinque membri del consiglio) o fare nuove nomine. C’è da considerare che Ferrovie dello Stato è destinata ad essere uno dei maggiori beneficiari del Recovery Plan finanziato dall’Unione europea: la bozza del piano prevede circa 32 miliardi di euro da investire in progetti di infrastrutture, tra cui il potenziamento della rete ferroviaria. La nomina dei vertici, quindi, è un passaggio estremamente delicato.

La replica di Fsi

Fsi, da parte sua, ha detto al Ft che le lettere anonime sul pagamento dell’assicurazione di Battisti dovrebbero essere viste come parte di un «piano più ampio messo in atto attraverso scritti anonimi e la diffusione di informazioni false alla stampa, intenzionalmente volto a diffamare e screditare Fsi, il signor Battisti e il top management di Fsi». L’azienda, inoltre, ha sottolineato che né Battisti né il pagamento assicurativo in questione sono mai stati oggetto di alcuna indagine penale.

Immagine di copertina: ANSA/FABIO FRUSTACI

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