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Chi è il funzionario del governo egiziano che sta promuovendo il vergognoso documentario su Regeni

Si chiama Mohamed Hendawy, e sul suo profilo si presenta come dipendente del Ministero della Pianificazione e dello Sviluppo Economico. Ecco il suo ruolo nella diffusione sui social di “The Story of Regeni”

«The Story Of Regeni»: è questo il titolo del documentario anonimo pubblicato su YouTube e promosso via Facebook in una pagina dove troviamo nelle grafiche il cognome sbagliato di Giulio: «Regini» anziché Regeni. Un “errore” ripetuto più volte, questo perché la vocale «e» non è presente nella madre lingua dell’autore anonimo e di alcuni degli intervistati egiziani, l’arabo. Lo pronunciano così anche i diversi intervistati, così come la voce narrante che risulta essere di un egiziano: «It’s egyptian language not arabic. And all voices are for egyptians» afferma un contatto egiziano a Open.


L’immagine in evidenza della pagina che riporta il cognome di Regeni scritto con la «i» (l’evidenziato è nostro).

La voce di un egiziano, così come egiziano è il ragazzo che è stato inviato ad intervistare l’ex ministra della Difesa Elisabetta Trenta. Quest’ultima era stata contattata da un presunto giornalista di Al Arabiya con un indirizzo Gmail, non con una email aziendale del canale televisivo. Riprese che, visto come sono andate le cose fino ad oggi, non sono state rivendicate da Al Arabiya (ribadiamolo, questo documentario non ha nulla a che vedere con quello recente di Alaraby TV ).


I canali anonimi

La pagina è stata creata il 23 aprile 2021, ma non si trova alcun riferimento a chi la gestisca. Stesso discorso per il canale YouTube, creato il 22 aprile 2021. Una totale mancanza di trasparenza che getta una cattiva luce sugli autori, come se non bastassero i contenuti e l’obiettivo che porta il documentario con sé: far intendere che in qualche modo Giulio Regeni “se l’è cercata”.

Il documentario è disponibile sottotitolato in tre lingue: italiano, arabo e inglese. Nella versione in arabo troviamo alcune condivisioni curiose via Facebook, come quella dei due account associati a Mohamed Hendawy (qui e qui) impegnati nella diffusione dei promo su specifici gruppi presenti sul social.

La spinta del funzionario egiziano

Chi è Mohamed Hendawy? In uno dei suoi due profili si presenta come «Assistant Director of the Minister Media Office and Digital Media Manager» presso il Ministero della Pianificazione e dello Sviluppo Economico egiziano e prima ancora come «Social Media Coordinator» per AbdelFattah Elsisi, attuale Presidente della Repubblica egiziana.

Tre sono le condivisioni sul profilo principale, una martedì 27 (anche qui) e due il 28 aprile 2021. Ciò che risulta curioso è che la prima pubblicazione riguarda la condivisione del video dalla pagina Facebook del documentario, al contrario della seconda dove condivide il video caricandolo sul proprio profilo e la terza volta attraverso una diretta streaming dalla sua pagina Facebook, ma con il documentario completo della durata complessiva di 53:59 minuti, tre in più rispetto a quello presente su Youtube avendo aggiunto un’anteprima silenziosa con l’immagine di copertina.

La diretta Facebook.

Mohamed Hendawy non si era limitato a condividere il documentario attraverso i suoi profili personali, ma anche in gruppi Facebook di attivisti desiderosi di prendere parte alla vita politica (qui) e di giornalisti che trattano di politica (qui).

Il gruppo Facebook dei giornalisti egiziani dove Mohamed Hendawy ha condiviso il video della pagina.

Tra le prime condivisioni troviamo una pagina Facebook di quelli che sembrano essere degli attivisti politici nazionalisti (qui), anche nella versione integrale del documentario (qui), e di attivisti filo governativi egiziani (qui).

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