Caso Grillo, il racconto dell’amica di Silvia: «Venni svegliata dalle urla di Ciro. Diceva: ‘Me la volevo sc… e invece lo sta facendo lui’»

La versione di Roberta sulla notte del 17 luglio 2019. «Ci offrirono della marijuana. Quando mi svegliai trovai Silvia nuda e confusa»

C’era anche Roberta, 21 anni, nell’appartamento di Porto Cervo, dove secondo le accuse il 17 luglio 2019 Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Vittorio Laura e Francesco Corsiglia avrebbero stuprato la sua amica Silvia. «I genovesi ci raggiunsero al Billionaire verso l’una e trenta. L’organizzatore della serata era Ciro Grillo, il figlio di Beppe che si vantava di avere contatti con il personale del locale», dice Roberta ai carabinieri. Roberta parla di una serata trascorsa tra privé e pista da ballo, «con due bottiglie di champagne e due di vodka che abbiamo bevuto tutti». «Mentre ero in pista» continua la ragazza, «ho visto Ciro e Silvia che si baciavano su un divanetto, Silvia si staccava e mi è sembrato che non corrispondesse l’interesse». Poi, a fine serata, la proposta di Grillo di spostarsi tutti a casa sua, nella villa in cui secondo i pm di Tempio Pausania il gruppo avrebbe stuprato Silvia, e anche abusato della stessa Roberta scattandosi foto hard davanti al suo volto mentre lei dormiva.


«Ci offrirono della marijuana»

L’amica racconta di essere stata convinta da Silvia a seguire i giovani nell’appartamento di Porto Cervo, e che dopo aver mangiato della pasta insieme ai quattro la ragazza sarebbe sparita con loro dalla veranda. «Alle 6-6.30 decidevo di andare a dormire sul divano, io e Silvia non abbiamo usato droghe ma quando eravamo a casa ci proponevano di fumare marijuana e si chiedevano l’un l’altro dove l’avessero messa» continua la ragazza. Mentre Roberta dormiva, secondo la denuncia di Silvia si consumarono le violenze.

«Ciro era arrabbiato»

«Fui svegliata tre volte», continua a raccontare la ragazza ai carabinieri, «in un caso dalle urla di Ciro Grillo, insofferente perché un altro dei suoi compagni era con Silvia. Diceva: “Me la sono portata a casa perché me la volevo sc… e invece lo sta facendo lui”». Roberta ricorda di una seconda volta in cui Grillo l’avrebbe svegliata rivolgendosi stavolta direttamente a lei e chiedendole se volesse andare in camera con lui, «ma ho rifiutato». La terza volta Roberta fu svegliata da Silvia. «Era accovacciata accanto a me, in accappatoio e piangeva. Le chiedevo cosa fosse successo ma non rispondeva». Secondo la ricostruzione della stessa Silvia in quel momento le violenze sono già avvenute. Inizialmente compiute da Corsiglia, che stando alle accuse tentò di abusarne in camera e poi la stuprò sotto la doccia. Poi dagli altre tre ragazzi.

«Trovai Silvia nuda e confusa»

Roberta nel frattempo racconta di essersi riaddormentata. Da qui le accuse della madre della ragazza italo-norvegese all’amica della figlia. Secondo la sua versione Silvia avrebbe confessato in quel momento all’amica di essere stata violentata e avrebbe chiesto di andare via, ma «l’amica ha alzato le spalle senza dire nulla e si è rimessa a dormire». Non è chiaro in quali condizioni psicofisiche fosse Roberta e se fosse in grado, in quel momento, di capire la gravità della vicenda. Anche il suo racconto ai carabinieri conferma il fatto che si sarebbe riaddormentata, ma Silvia non le avrebbe parlato di essere stata vittima di violenza. Poi Roberta avrebbe continuato a dormire fino alle «alle 12.30-13, quando mi sono alzata e ho deciso di andare a cercarla». L’amica dice di avere trovato Silvia «in un letto singolo, nuda, confusa, con il trucco colato che si guardava intorno come se non riuscisse a capire dove fosse». E poi la confidenza amara: «Mi hanno violentata tutti».

L’incontro in un bar tra Silvia e Roberta

Dopo i fatti della sera incriminata, Roberta racconta di aver incontrato Silvia in un bar di Milano il primo di agosto. Non prima perché «nei giorni subito successivi alla serata lei era molto evasiva e turbata». Sedute al tavolo del bar la studentessa disse a Roberta di aver parlato con la madre. Secondo Roberta, quello al centro del caso Grillo per Silvia non sarebbe stato il primo episodio di violenza. «L’anno prima era in campeggio con la scuola, in Norvegia, aveva dormito in tenda con un compagno. Si era svegliata all’improvviso perché lui le era saltato addosso e aveva avuto un rapporto con lei e contro la sua volontà».

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