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Allerta sul razzo cinese fuori controllo, la Protezione civile: «Cadrà tra l’1 e le 7, remota l’ipotesi dell’Italia»

L’astrofisico Masi del Virtual Telescope Project, autore delle prime foto: «Visibile a occhio nudo». L’Italia centro-meridionale potrebbe essere interessata dalla caduta dei frammenti, anche se l’ipotesi è pressoché ormai remota

È ormai visibile a occhio nudo ed è stato fotografato nel cielo di Roma il secondo stadio del razzo spaziale cinese Changzheng 5 (Lunga Marcia 5B), che sta rientrando sulla Terra. A catturarne le immagini, all’alba di sabato 8 maggio, è stato l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. «L’osservazione era possibile agilmente ad occhio nudo», ha spiegato, «l’oggetto appariva chiaramente lampeggiante a causa della sua rotazione su sé stesso. Per questo la traccia registrata nella fotografia mostra una fitta serie di tratti luminosi».


Il tracciamento in tempo reale

Originariamente questo razzo doveva essere semplicemente un vettore. Lanciato il 29 aprile, il suo compito era quello di portare in orbita il primo modulo della stazione spaziale cinese Tianhe-1. Dopo il trasporto avrebbe dovuto semplicemente allontanarsi dall’orbita terrestre. Così non è stato. Il razzo non è riuscito a liberarsi dalla forza di gravità del nostro pianeta e sta tornando sulla Terra. Secondo la Protezione Civile «resta remota» la probabilità che uno o più frammenti possano cadere in Italia. Tuttavia la situazione verrà tenuta monitorata fino all’avvenuto impatto al suolo: qui il tracking in tempo reale.


Virtualtelescope Project/Gianluca Masi | Il razzo cinese Changzheng 5

Dove e quando potrebbero cadere i frammenti del razzo in Italia

In Italia la traiettoria dei frammenti del razzo è tenuta sotto controllo da un tavolo in cui oltre siedono Protezione civile, Agenzia spaziale italiana, Aeronautica militare e ministero dell’Interno. La Protezione civile ha reso noto che «le tre traiettorie che potrebbero interessare alcune zone italiane si collocano tra l’1:00 di notte e le 7:30 del mattino». Seppur sia «remota» la possibilità che accada, la caduta di alcuni frammenti potrebbe «interessare alcune aree di alcune regioni centro-meridionali» (Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna).

Le indicazioni della Protezione civile

Ai residenti di queste regioni viene consigliato di stare al chiuso nelle ore dell’allerta. I detriti del razzo spaziale, in ogni caso, non dovrebbero essere abbastanza grandi da poter distruggere gli edifici. Attenzione anche al luogo della casa dove si vuole stare:

«Sono più sicuri i piani più bassi degli edifici; all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti».

Protezione Civile

Se invece si vede un frammento di razzo schiantarsi per terra, è meglio evitare di raccoglierlo: «Si consiglia, in linea generale, che chiunque avvistasse un frammento, di non toccarlo, mantenendosi a una distanza di almeno 20 metri, e dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competenti».

Le ultime previsioni sul possibile impatto

L’Italia centro-meridionale fa infatti ancora parte della vastissima zona sulla quale potrebbe avvenire il rientro e che comprende l’intera Africa, l’Asia meridionale, l’oceano Pacifico, l’Australia, parte del Nord America, l’America centrale e parte del Sud America. Attualmente in rientro del razzo nell’atmosfera terrestre è previsto per le ore 4:52 di domenica 9 maggio, con un margine di incertezza di sei ore, secondo i dati del Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America (Norad).

Foto di copertina: Virtualtelescope Project/Gianluca Masi | Il razzo cinese Changzheng 5 nel cielo di Roma

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