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«Brutte anoressiche di m****»: insulti contro le giovani di un centro di Todi. La direttrice: «Problema culturale enorme, serve reagire»

«Servono iniziative sul territorio, per sensibilizzare i giovani e arginare il bullismo, lo stigma e tutte quelle forme di body shaming», dice la responsabile della struttura per i disturbi del comportamento alimentare

La pandemia da Coronavirus ha portato con sé degli effetti collaterali anche sul fronte della salute psicofisica dei giovani, invisibili ai più: ansia, depressione, incremento di fenomeni di autolesionismo, aumento del consumo di alcol e insorgenza di disturbi alimentari. Questi ultimi, secondo il report del ministero della Salute, sono aumentati del 30% nel primo semestre del 2020, colpendo principalmente la fascia dei giovani dai 12 ai 16 anni. Un fenomeno in crescita non solo tra giovanissimi, ma anche tra adulti, colpendo indiscriminatamente donne e, sempre più, uomini.


Gli insulti contro le ospiti della struttura di Todi

Ma tra i giovanissimi il fenomeno del bullismo può peggiorare la situazione. Secondo Laura Dalla Ragione, direttrice della rete del Centro per i disturbi del comportamento alimentare dell’Usl Umbria 1, «circa il 60% dei disturbi del comportamento alimentare è legato a fenomeni di bullismo». E la cronaca degli ultimi tempi conferma la lettura del fenomeno in corso. Ne è esempio il profluvio di insulti con cui sono state apostrofate da alcuni adolescenti diverse ospiti del centro Centro per i disturbi del comportamento alimentare di Todi, come riportato da Il Messaggero.


«I ragazzi si sono fermati davanti al palazzo e hanno cominciato con gli insulti. Anoressiche di m****, brutte e giù altre frasi, salvo poi fuggire non appena gli operatori e le ospiti si sono affacciati», ha raccontato la direttrice del centro Dalla Ragione. «È la prima volta che succede qualcosa del genere in 15 anni di attività a Todi», ha osservato. Il sindaco Antonino Ruggiano lo ha definito «un episodio singolo, brutto, ma isolato nel contesto della città e che di certo non la rappresenta». E come sottolinea la direttrice del centro Dalla Ragione, «quanto accaduto è una vicenda assurda. Todi è felice di ospitare il Centro per i disturbi del comportamento alimentare che ha fatto conoscere la città come un’eccellenza in questo ambito a livello nazionale e internazionale». 

Dalla Ragione: «Problema grandissimo, serve un cambiamento culturale»

Ma l’episodio non è del tutto isolato. Un fatto simile si era verificato tempo fa anche contro gli ospiti della struttura a Città della Pieve, in provincia di Perugia, dove vengono assistiti giovani e adulti con problemi di obesità. E minimizzare non è mai la strada giusta. «Siamo di fronte a un problema grandissimo che ha bisogno di un cambiamento culturale soprattutto tra i giovanissimi», dice a Il Messaggero la dottoressa Dalla Ragione. «Il 2 giugno si celebra la Giornata mondiale sui disturbi del comportamento alimentare – aggiunge – una data importante che deve essere messa con urgenza al centro dell’attenzione pubblica». «Per questo – chiosa – servono iniziative sul territorio, per sensibilizzare i giovani e arginare il bullismo, lo stigma e tutte quelle forme di body shaming». 

Foto in copertina: Il centro per la cura dei disturbi alimentari di Todi / ANSA

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