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Instagram e Facebook, ora è ufficiale: chi lo vorrà potrà rimuovere il conteggio dei ‘Mi piace’ sotto ai post

Spesso il rapporto degli utenti più giovani con il numero di like si traduce in dipendenza. Ecco la soluzione pensata dai team di Facebook Inc.

Niente più “Mi piace” visibili sulle pagine Facebook e Instagram. Almeno per chi lo vorrà: starà al singolo utente scegliere se tenere in chiaro o meno il numero di like che lo riguardano. Le analisi da parte dei due social network (che sono ormai un’unica azienda) per rendere effettiva questa novità erano iniziate già nel 2019. Poi la pandemia di Coronavirus aveva stoppato tutto, costringendo i due team a dare la precedenza al lavoro sui temi legati all’emergenza sanitaria. Ora però è ufficiale, anche se si è deciso di non rendere il taglio dei like una mossa netta: su Facebook si sta lanciando l’opzione “nessun Mi piace” come impostazione controllata dall’utente su entrambe le piattaforme, mente su Instagram gli utenti semplici e i creator potranno attivare o disattivare i conteggi dei like e delle visualizzazioni – nel caso di un video.


Perché togliere il conteggio dei like?

L’idea di nascondere il conteggio dei “Mi piace” sui social network nasce dal rapporto – che non raramente si traduce in una dipendenza – degli utenti con la popolarità social, legata a stretto filo con il numero di like presenti su una pagina o sotto un post. C’è chi, racconta TechCrunch, ha dovuto affrontare ansia e imbarazzo per alcuni post se non ricevevano abbastanza “Mi piace” da essere considerati popolari. Questo problema riguarda soprattutto gli utenti più giovani, che spesso tendono a rimuovere i post che non hanno ricevuto abbastanza “Mi piace”. Questo meccanismo ha contribuito a creare un ambiente in cui le persone pubblicano post per acquisire notorietà, togliendo autenticità ai loro account. «Spesso le persone dicono, “Oh, questo ha un sacco di “Mi piace”. Vado a dare un’occhiata», ha spiegato il dirigente di Instagram Adam Mosseri, sottolineando quanto l’interesse per un profilo scaturisca il più delle volte dai dati metrici e non dalla qualità dei contenuti.


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