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Monitoraggio Gimbe, in vista delle zone bianche crollano i tamponi: -33,7% in tre settimane

Intanto, grazie alla campagna vaccinale degli over 60, è sceso il numero dei posti letto occupati da pazienti Covid negli ospedali

Troppi pochi tamponi contro il Coronavirus e un tracciamento che rischia di scappare di mano. È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, relativo alla settimana 26 maggio – 1 giugno 2021. Il numero di persone testate settimanalmente si è ridotto drasticamente nelle ultime 3 settimane, passando da 662.549 a 439.467, con un calo del -33,7%. Nello stesso periodo sono state testate, con tampone molecolare o antigenico, in media 120 persone al giorno per 100.000 abitanti con nette differenze regionali: da 199 del Lazio a 49 della Puglia. «Purtroppo – spiega Nino Cartabellotta, presidente Gimbe – i criteri per conquistare e mantenere la zona bianca, introdotti con il decreto legge del 18 maggio 2021, disincentivano le Regioni a potenziare le attività di testing e a riprendere il tracciamento, proprio nel momento in cui i numeri del contagio permetterebbero di utilizzare un’arma mai adeguatamente utilizzata».


Ospedali e situazione epidemiologica

Nell’ultima settimana sono diminuiti i nuovi casi (22.412 contro 30.867) e i decessi (720 contro 1.004). In netto calo anche i casi attualmente positivi (225.751 contro 268.145), le persone in isolamento domiciliare (218.570 contro 258.265), i ricoveri con sintomi (6.192 contro 8.557) e le terapie intensive (989 contro 1.323). «Da 11 settimane consecutive – spiega Cartabellotta – si conferma il trend in discesa dei nuovi casi, sia per la ridotta circolazione del virus, come dimostra la riduzione del rapporto postitivi/casi testati, sia per la diminuzione dell’attività di testing. Da metà aprile sono in costante calo anche i decessi, che nell’ultima settimana si attestano in media poco sopra i 100 al giorno». Il calo dei nuovi casi settimanali si conferma in tutte le Regioni, ad eccezione di un aumento percentuale in Molise, irrilevante in valore assoluto. «Grazie alle coperture vaccinali di anziani e fragili – afferma Renata Gili, responsabile ricerca sui servizi sanitari della Fondazione – continua il progressivo svuotamento degli ospedali. L’occupazione dei posti letto Covid a livello nazionale si attesta al 10 per cento in area medica e all’11 per cento in terapia intensiva, con tutte le Regioni sotto le soglie di allerta».


La campagna vaccinale

Grazie alla vaccinazione degli over 60 è sceso anche il numero dei posti letto occupati da pazienti Covid nei reparti ospedalieri. In particolare quelli in terapia intensiva sono scesi da 3.743 a 989, pari a -73,6%.

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