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CasaPound al Senato contro il ddl Zan. Manganellate e calci della polizia per disperdere i manifestanti – Il video

I militanti di estrema destra denunciano «le ingiustificate cariche». Nel video pubblicato sulla pagina Facebook del Movimento

Una ventina di militanti di CasaPound sono arrivati vicino a Palazzo Madama per protestare contro il ddl Zan proprio mentre i senatori iniziavano la seduta di discussione. La polizia ha cercato di allontanare dall’area i manifestanti, muniti di cartelli e bavagli rossi. Un video diffuso dal movimento di estrema destra riprende e denuncia l’utilizzo della forza da parte degli agenti. Oltre alle manganellate, un agente in borghese avrebbe preso a calci un contestatore. «Il video della protesta di oggi documenta anche le ingiustificate cariche della polizia contro chi stava manifestando pacificamente. È già iniziata la repressione contro il dissenso?», si legge sulla pagina Facebook di CasaPound. «Non esistono mezzi termini, il ddl Zan è una legge liberticida: l’obiettivo non è tutelare da discriminazioni ma zittire ogni voce contraria alla vulgata del politicamente corretto, come dimostra la reazione delle forze dell’ordine che oggi hanno fermato una protesta legittima e pacifica a suon di manganelli», ha commentato Luca Marsella, consigliere di CasaPound nel municipio di Ostia alla guida della protesta.


«Abbiamo a che fare con gente che vorrebbe far iniziare percorsi di transizione anche a bambini in età scolare e prescolare. Dire che queste derive sono pericolose non è discriminazione: è la realtà. Zan e seguaci non rappresentano il Paese, non rappresentano, se proprio vogliamo dirlo, neanche la comunità Lgbtq. Non ci serve una legge che scambia l’opinione per discriminazione e arriva a minare qualsiasi fondamento del diritto. Noi siamo e resteremo in piazza contro una proposta di legge che non ha senso di essere in un paese come il nostro, dove diritti e doveri sono già assicurati a qualsiasi cittadino – ha concluso Marsella – a prescindere dal suo orientamento sessuale».


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