La versione di Bonucci sul pullman scoperto: «Era tutto autorizzato. Scaricare le colpe è molto italiano»

Il difensore della Nazionale smentisce il prefetto Piantedosi: «Non ci siamo sostituiti alle autorità. Loro hanno acconsentito»

«Scaricare le colpe sui giocatori è semplicistico e molto italiano. Le autorità hanno acconsentito all’utilizzo del pullman scoperto dicendo che sarebbero stati in grado di gestire la situazione». È difficile dare torto a Leonardo Bonucci, che in un’intervista a Il Foglio oggi si difende e attacca smentendo quanto affermato dal prefetto di Roma Matteo Piantedosi. Che ieri aveva scaricato la colpa della sfilata in pullman scoperto della Nazionale per le vie della Capitale su di lui, Chiellini e sulla Figc. I quali, secondo la sua versione, avrebbero fatto pressione sul servizio d’ordine del ministero dell’Interno fino a ottenere la passerella per salutare i tifosi.


La versione di Bonucci sul pullman scoperto

Nel colloquio con Simone Canettieri il centrale della Nazionale italiana campione di Euro 2020 spiega: «L’intera delegazione ha chiesto il pullman scoperto e siccome quello coperto, a prescindere era stato bloccato dalla folla già in strada e sarebbe comunque stato limitato nel passaggio a seguire, le autorità hanno acconsentito». E poi: «Noi non ci permetteremmo mai e poi mai di sostituirci alle autorità competenti, che immagino abbiano fatto le loro dovute valutazioni, prima di quanto avvenuto in piazza del Popolo la sera prima, e poi con il nostro passaggio in città». Ieri in una nota ufficiale pubblicata sul suo sito la Federazione Italiana Giuoco Calcio aveva sostenuto la stessa tesi: « Il rientro su Roma è stato previsto solo dopo aver ricevuto i graditi inviti da parte del Capo dello Stato e del Presidente del Consiglio dei Ministri; all’arrivo davanti Palazzo Chigi, ritenuto che la situazione non fosse più gestibile in quanto il bus coperto non aveva dissuaso i tifosi dal cingere in tutti i modi la delegazione italiana, reiteravamo ancora la richiesta, a questo punto condivisa dalle istituzioni, per un breve tragitto con il bus scoperto, anche nell’ottica di tutela dell’incolumità dei calciatori e per non deludere le migliaia di persone che si erano già riversate nel centro della Capitale nelle ore precedenti a questo incontro».


Cosa aveva detto il prefetto di Roma

Piantedosi, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, aveva sostenuto una tesi completamente differente: il ministero dell’Interno guidato da Luciana Lamorgese, il capo della polizia Lamberto Giannini e la prefettura avevano negato alla Federazione Italiana Giuoco Calcio l’autorizzazione a girare per Roma con un autobus scoperto. E questo a causa delle esigenze di sicurezza legate alla pandemia e per evitare gli assembramenti. Scaricando la colpa sui giocatori: «Mi risulta che Chiellini e Bonucci hanno rappresentato con determinazione il loro intendimento (di sfilare con il pullman scoperto per le vie di Roma, ndr) al personale in servizio d’ordine; a quel punto non si è potuto far altro che prendere atto della situazione e gestirla nel miglior modo possibile».

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