«Saman Abbas è sepolta qui». Gli investigatori: presto novità da Francia o Spagna

Chi indaga attende l’esito delle ricerche dei due ricercati per riprendere a scavare tra le serre di Novellara. E non crede all’ipotesi rapimento

Il corpo di Saman Abbas è sepolto tra le serre di Novellara in provincia di Reggio Emilia. E le ricerche sono state interrotte perché chi indaga è in attesa di «un fatto che dia luogo a nuove evidenze investigative. Poi ripartiremo». Il Corriere della Sera raccoglie oggi le confidenze di uno dei carabinieri che lavora al caso della 18enne pachistana scomparsa ormai dal 30 aprile scorso. E il quotidiano fa capire che si attendono novità dalla collaborazione con l’Interpol: «Soprattutto in Francia e Spagna, dove potrebbero essersi rifugiati due dei ricercati per l’uccisione della ragazza, lo zio Danish Hasnain e il cugino Nomanulhaq Nomanulhaq», fa sapere l’investigatore del gruppo di Reggio Emilia diretto da Cristiano Desideri e Stefano Bove.


«Saman Abbas è sepolta qui»

Secondo chi indaga la decisione di sospendere le ricerche è necessaria: «Non avremmo fatto altro che tornare a setacciare gli stessi luoghi già controllati. Un dispendio di risorse senza risultati». Ma la convinzione dell’investigatore è chiara: «Saman è seppellita qui». Mentre l’ipotesi che sia stata rapita e portata in Pakistan, ventilata dal fidanzato Saqib Ayub, non è credibile. Ma lui sarà ascoltato lo stesso dai magistrati il 23 luglio in fase di incidente probatorio per raccontare le minacce che ha ricevuto dal padre di Saman, Shabbar Abbas, che nel frattempo è fuggito in Pakistan con la moglie. Intanto il presidente della cooperativa che si occupa di assistenza ai minori nella struttura che aveva ospitato la ragazza dice che avvertì della scomparsa della ragazza già l’11 aprile. Che venne ritrovata dai carabinieri nove giorni dopo a casa sua. In quell’occasione il maresciallo Lufrano, comandante della stazione, le propose di rientrare in una struttura protetta dopo aver recuperato il passaporto. Lei acconsentì, ma bisognava aspettare il 3 maggio. È stato troppo tardi.


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