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I “furbetti” del Green pass non sono così furbi: truffati due volte dopo aver fornito la carta d’identità

Hanno cercato di ottenere un Green Pass falso fornendo i documenti d’identità ai truffatori e non ricevendo nulla. Ora si ritrovano ricattati

I “furbetti” del Green pass, ossia coloro che pensavano di acquistare una certificazione falsa online per ingannare le autorità, sono stati ingannati. Doppiamente, come racconta Matteo Flora su Twitter. Dopo aver sborsato centinaia di euro ad un perfetto sconosciuto per un documento falso, oltre a non averlo ottenuto si ritrovano a dover far fronte al ricatto. O sborsano altri soldi al truffatore o quest’ultimo avrebbe diffuso pubblicamente le loro generalità. In che modo? Grazie ai documenti d’identità che gli stessi “furbetti” avevano fornito per ottenere il Green pass fasullo.


L’intera vicenda viene raccontata all’interno di un gruppo chiamato Greenpass Fake Truffa e Recensioni dove alcuni dei 56 iscritti pubblicano, con nome e cognome in chiaro, le loro “recensioni” riguardo la truffa subita da due utenti, tale MauroGP e VeronicaGP, che tramite diversi canali fingono di vendere Green Pass contraffatti e funzionanti.


Il gruppo venne creato da tale Alessio il 26 luglio 2021.

I furbetti del Green pass truffati due volte

Questi non risultano essere gli unici account associati alle truffe. Ci sarebbe anche quello di un tal Sig. Antonio, come testimoniano alcuni screenshot condivisi nel gruppo. Le immagini mostrano una chat dove il personaggio, rivolgendosi in modo minaccioso, pubblica un documento di identità con l’indirizzo di casa in chiaro per sfidare l’utente: «Ecco i miei documenti. Vieni figlio di puttana ti ammazzo di botte». Un documento che, molto probabilmente, non è realmente suo e ottenuto per altre vie.

Le chat violente e minacciose con l’utente Sig. Antonio, uno degli utenti ritenuti truffatori dei finti Green Pass.

Uno dei due truffatori, MauroGP, di fronte alla creazione del gruppo e delle cattive recensioni ottenute, decide di minacciare pubblicamente i contestatori richiedendo a questi una somma pari a 350 euro, da pagare in Bitcoin, per cancellare e non diffondere online i loro documenti d’identità ricevuti per creare il falso ed inesistente Green Pass.

All’interno del gruppo cercano di farsi coraggio per non cedere al ricatto del truffatore ed escogitando come “scudo difensivo” la denuncia per smarrimento dei documenti e furto d’identità.

«Bravi! 18 persone hanno pagato! Che robe da pazzi!» scrive Sofia nel gruppo dei truffati.

MauroGp, VeronicaGp e la doppia truffa del Green pass

Non è bastato: qualcuno ha ceduto e pagato in Bitcoin la somma richiesta dal truffatore che, vista l’onestà dimostrata, molto probabilmente non avrà cancellato i documenti ricevuti.

Una delle chat degli utenti truffati con VeronicaGP, uno degli account dei truffatori. Nella conversazione a sinistra sostiene di non collaborare con MauroGP, in quella a destra sostiene che sia un suo collega.

Ecco il messaggio del ricatto, scritto dall’utente e gestore dei canali truffaldini MauroGP:

Buonasera, qui è MauroGP che vi parla. Volevamo innanzitutto ringraziare per tutto il supporto ricevuto e volevo scusarmi per essere stato alcune ore lontano dalle chat. Dalla prima settimana del mese scorso siamo stati i primi ed unici ad offrire questo servizio ed i numeri lo hanno dimostrato. Eravamo gli unici ad avere questo servizio e rilasciare documenti reali e non carta straccia! Nell’ultimo periodo abbiamo avuto dei problemi, nella fattispecie, le richieste dal 20/07 hanno avuto dei ritardi. Un totale di appena 200 richieste a fronte di oltre 5000 pass rilasciati. Siamo stati gentili e cordiali, sempre disponibili ad ascoltare e dare supporto con professionalità e pazienza, ma quando ad aver bisogno di pazienza eravamo noi abbiamo ricevuto unicamente minacce, estorsioni e le peggiori bassezze umane, tra cui auguri di morte e auguri di ammalarci di malanni incurabili, per dei semplici ritardi.

Queste minaccia-chat hanno portato me in primis ed il mio staff in secondo luogo a prendere una decisione, amara, ma maritata. Chiariamo alcune cose:

– Il mio Team è composto da persone esperte. Prima di iniziare ad offrire questo servizio, abbiamo precedentemente pensato a tutelare noi e la nostra identità e sicurezza. Molti di voi a seguito dei ritardi hanno contattato l’assistenza amazon chiedendo informazioni riguardo gli account che avessero riscattato i codici; gli stessi codici sono stati venduti a persone ignare. Qualsiasi vostra ricerca porterà ad account in possesso di persone totalmente ignare della provenienza dei codici. E’ davvero stupido credere che con una simile attenzione mediatica utilizzassimo i buoni per fare acquisti…

– Noi offrivamo fino a poche ore fa un servizio illecito, è vero. Ma la nostra identità è sempre stata ben tutelata, così come i nostri sistemi. I clienti, gli stessi che ora cercano di minacciarci, ci hanno fornito i loro documenti, i loro recapiti ed hanno addirittura pagato fornendo prove del pagamento, tutte prove che abbiamo accuratamente archiviato consci che sarebbe successo questo. Minacciare un’identità ignota quando si è totalmente disarmati, nel torto e con l’unica possibilità di prendere una denuncia penale è da stupidi

Chiariti questi due semplici punti, vediamo ora come procederà…

Per dimostrare ai pochi stolti che le minacce e i tentativi di spaventare non hanno fatto altro che ledere alla loro persona, abbiamo deciso di fornire a tutte le persone che hanno inoltrato richiesta 24 ore di tempo da questo momento per inviare un pagamento di 350€ bitcoin al seguente indirizzo: 1Msf8HRVAxA8pVabYAbuiPezR5ZSxr1reP

NON ACCETTIAMO ALTRI PAGAMENTI. UNICAMENTE BITCOIN. Se non sapete come acquistare bitcoin, è sufficiente fare una rapida ricerca su google, altrimenti non sappiamo come aiutarvi!

Una volta inviato il pagamento sarà necessario unicamente inviare prove dal pagamento in questa chat (clicca qui per aprire la chat), alla ricezione del pagamento elimineremo tutti i dati i nostro possesso. Mantenendo la nostra parola come sempre stato.

Insomma, i cosiddetti “furbetti” si sono trovati di fronte non solo il danno, ma anche il ricatto e la doppia beffa.

Foto di copertina: il meme di J. Jonah Jameson.

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