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Covid, con la Calabria 5 regioni in rosso nella mappa europea dei contagi. Ancora ad alto rischio Spagna, Francia e Grecia

Nella cartina disegnata dall’ente europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) l’Italia peggiora arrivando a 5 regioni in rosso scuro: oltre alla Calabria anche Sicilia, Sardegna, Toscana e Marche

Sulla mappa disegnata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) sulle zone con più incidenza di contagi da Covid-19, le regioni italiane colorate di rosso salgono a 5: oltre a Sicilia, Sardegna, Toscana e Marche ora si aggiunge anche la Calabria. Con il 13% di occupazione nei reparti Covid, la regione è una delle aree più a rischio per il passaggio in zona gialla e ora ufficialmente inserita nella mappa europea dei luoghi da attenzionare. Secondo la colorazione dell’Ecdc, tranne le cinque regioni rosse, tutto il resto dell’Italia è in giallo, ad eccezione del Molise e della Provincia autonoma di Bolzano che restano in verde.


Spagna, Francia e Grecia in rosso scuro

Nell’aggiornamento del 12 agosto, l’Ecdc disegna la mappa registrando un tasso di notifica a 14 giorni. In Europa la situazione appare critica per Spagna, zona sud della Francia, Corsica, nord dell’Irlanda, alcune isole della Grecia e Cipro: per loro il colore rosso scuro indica un tasso di incidenza dei casi Covid superiore ai 500 positivi al giorno per 100 mila abitanti. In rosso, oltre alle cinque regioni italiane già citate, anche gran parte di Francia, Grecia, il resto dell’Irlanda, Islanda, il nord della Svezia, Estonia e parte dei Paesi Bassi. Per questo elenco il tasso di incidenza va dai 75 agli oltre 200 casi per 100 mila abitanti fino al tetto dei 500, che prevederebbe lo scatto di fascia. In giallo, oltre alla gran parte dell’Italia, anche una piccola zona centrale della Francia, gran parte di Norvegia e Finlandia, la parte Nord della Svezia, una parte dei paesi Bassi e della Germania, Lituania, Bulgaria. Tutto il resto delle zone europee rimane in verde con Paesi come Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Austria e Slovenia. Per loro il tasso di incidenza è inferiore ai 75 casi su 100 mila abitanti.


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