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Di Maio in “riunione” con Boccia ed Emiliano su una spiaggia del Salento, l’ira del web: «Si è accorto di cosa succede in Afghanistan?»

La rimpatriata di Ferragosto tra il ministro degli Esteri e gli altri due politici si è tenuta al Togo Bay di Porto Cesareo: il noto stabilimento è stato sequestrato il 10 agosto

Da una parte il ministro degli Esteri Luigi di Maio con la consorte Virginia Saba, dall’altra l’ex collega di governo Francesco Boccia con la moglie Nunzia De Girolamo, e a completare il cerchio il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano affiancato dalla compagna Elena Laterza. Tutti dotati di costume e abbronzatura sono stati immortalati sul bagnasciuga del Togo Bay, noto stabilimento balneare di Porto Cesareo. La riunione “politica” di Ferragosto dei tre si è tenuta nelle acque cristalline pugliesi attirando l’attenzione di bagnanti e utenti del web. «E dunque il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sta seguendo l’invasione dell’Afghanistan, la più importante crisi internazionale del decennio, dalla spiaggia di Porto Cesareo. Poi uno si chiede perché l’Italia non viene presa sul serio», commenta il giornalista Luciano Capone su Twitter. E ancora: «Mentre i Talebani prendono Kabul, il nostro ministro degli Esteri è occupato in un allegro conciliabolo in spiaggia con Boccia ed Emiliano. Fra un bagno e l’altro magari si ricorderà della tragedia umanitaria e geopolitica in corso. Che dite?», si chiede un’altra utente. Ma a incorniciare ancora meglio il quadretto vacanziero c’è il luogo scelto per la giornata di mare.


Il Togo Bay, lido sequestrato

Risale al 10 agosto il sequestro dello stabilimento balneare dove il ministro degli Esteri Di Maio, il presidente della Puglia Emiliano e l’ex ministro agli Affari regionali Boccia si sono incontrati. Dell’11 di agosto è poi il provvedimento per cui è stata concessa la facoltà d’uso del lido «fino al termine della corrente stagione» a seguito di un’istanza di dissequestro presentata dai legali del Togo Bay per tutelare le vacanze dei salentini. Il sequestro è avvenuto a causa di una parte di spiaggia su cui il lido insiste e che dal 2019 risulta essere di proprietà del demanio pubblico dello Stato. Da tre anni a questa parte lo stabilimento dunque non sarebbe in regola con la rivisitazione della fascia demaniale marittima, motivo che ha portato la Procura alla richiesta di sequestro.


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