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Niente burqa, accesso all’istruzione, ruoli nel governo: le aperture alle donne annunciate dai talebani che non cancellano i timori

A due giorni dalla presa di Kabul, si moltiplicano le promesse da parte dei talebani di una svolta moderata. Ma tra le donne afghane la paura e lo scetticismo restano

Prima i talebani hanno promesso un’amnistia, quindi hanno invitato le donne a entrare al governo, «ma secondo le regole della Sharia», la legge islamica. Infine hanno garantito che non sarà reso obbligatorio l’uso del burqa e che le ragazze avranno accesso all’istruzione. Nelle ultime ore i nuovi padroni dell’Afghanistan hanno rilasciato una serie di dichiarazioni che sembrano voler indicare – per ora solo sulla carta – un nuovo approccio nei confronti delle donne, un tempo vittime di lapidazioni, mutilazioni ed esecuzioni in piazza. Una dichiarazione di intenti che, anche per questo, viene accolta con scetticismo da molte donne afghane. «L’Emirato islamico non vuole che le donne siano vittime – ha affermato un membro della commissione Cultura degli insorti, Enamullah Samangani, citato dalla Associated Press -. Dovrebbero far parte del governo, secondo i dettami della Sharia», ha detto senza entrare nei dettagli. «Tutte le parti dovrebbero unirsi» al futuro governo, ha aggiunto. Ha poi evocato un’amnistia, ma anche in questo caso senza chiarire chi ne beneficerebbe. Nel frattempo alcune fonti a Kabul, citate da Ansa, dicono che i combattenti hanno già stilato liste di civili che hanno cooperato con le forze straniere e per questo risultano essere ricercati.


«Niente burqa per le donne, sì all’istruzione»

L’apertura annunciata dai talebani non s’è fermata qui. Stando a quanto ha riferito uno dei portavoce, Suhail Shaheen, a Sky News, le donne afghane potranno accedere all’istruzione, università compresa, «migliaia di scuole continuano a funzionare», ha spiegato. Lo stesso portavoce ha anche evidenziato che le donne dovranno indossare l’hijab ma non il burqa. Al netto delle svolte annunciate, però, i timori restano. La corrispondente Cnn da Kabul ha mostrato in diretta un negozio per le strade della capitale che è in forte espansione per via dell’aumento delle vendite dei burqa. Le donne afghane non nascondono di temere per la loro incolumità. Segnali che non fanno che aumentare lo scetticismo sulle possibilità che l’annunciata apertura dei talebani trovi davvero spazio e da subito.


In altre aree di Kabul, ci sono donne che protestano contro i talebani. Sollevando dei cartelli in pubblico, chiedono che vengano loro riconosciuti i diritti politici e sociali.

Parlando con il New York Times, Zarifa Ghafari, sindaca più giovane di tutto l’Afghanistan, in prima linea per la difesa dei diritti delle donne, ha detto: «I talebani verranno per le persone come me e mi uccideranno. Sono seduta qui in attesa che arrivino. Non c’è nessuno che aiuti me o la mia famiglia. Sto solo seduta con loro e mio marito. Non posso lasciare la mia famiglia. E comunque, dove andrei?»

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