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Il milione senza vaccino che spinge la Sicilia in zona gialla

Nell’isola somministrazioni diminuite del 43% in una settimana. E per questo potrebbe arrivare anche l’arancione a breve

La Sicilia supera le soglie dei contagi, dei posti letto negli ospedali e delle terapie intensive e si dirige verso la zona gialla. Anche a causa del rallentamento della campagna vaccinale. E con il passaggio saltano le tradizionali tavolate estive nei 23mila ristoranti, trattorie pizzerie e agriturismi dell’Isola nel pieno della stagione turistica con il limite massimo dei 4 posti a sedere per tavolo tra non conviventi. «Un passaggio che – sottolinea la Coldiretti – oltre a rendere obbligatorio di nuovo l’uso di mascherine all’aperto ad eccezione dei bambini sotto i sei anni e di chi fa sport prevede un massimo di 4 persone per tavolo sia al chiuso che all’aperto anche per le feste e i ricevimenti, compresi i matrimoni che tradizionalmente si moltiplicano a partire dal mese di settembre».


Intanto la regione viaggia a grandi passi verso la zona gialla. Anzi, secondo Antonello Maruotti, docente di Statistica all’Università Lumsa e cofondatore dello StatGroup19, gruppo interaccademico di studi statistici sul Covid19, la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente a breve: «Il 17 agosto quasi un quarto dei casi italiani è stato registrato nell’isola. Non si vedono ancora segnali di picco e, pur sapendo che la curva dei contagi non potrà crescere per sempre, il rischio di vedere il numero giornaliero di nuovi contagi andare oltre il muro dei 1.500 è più che una semplice ipotesi. Saranno le misure introdotte in zona gialla in grado di contenere il contagio in Sicilia? L’utilizzo della mascherina anche all’aperto avrà un effetto, ma, onestamente, oggi non è detto che sia sufficiente. La zona arancione è anch’essa dietro l’angolo. Anzi, se i prossimi giorni confermeranno l’andamento osservato in queste settimane di agosto, la zona arancione sarà una certezza».


E ieri la Regione ha smentito l’esistenza di una circolare svuota-ospedali per i malati di Covid-19: «Le dimissioni dei pazienti vengono effettuate secondo i criteri riportati nel parere del Comitato Tecnico Scientifico regionale». Ma intanto, racconta oggi Repubblica Palermo, nell’isola le somministrazioni delle dosi del vaccino sono diminuite del 43% in una settimana e a Ferragosto si è toccato il minimo storico: appena 2.500. Gli hub vaccinali restano aperti ma sono semivuoti. Colpa del caldo, delle ferie e di un movimento No vax particolarmente forte in Sicilia e che prende piede soprattutto tra cinquantenni e giovani. Oggi un milione di siciliani non ha ricevuto nemmeno una dose.

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