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Afghanistan, il caos dell’aeroporto inghiotte i bambini. Tanti gli appelli dei genitori per ritrovarli

Sky News, che era sul posto, ha definito la situazione in aeroporto un «pandemonio»

Non è solo il caos generalizzato. La nuova emergenza cui far fronte all’aeroporto di Kabul, dopo la caduta della città e la presa di potere dei talebani, è la scomparsa di diversi bambini. Persi o dissolti nella confusione nel corso delle operazioni di evacuazione di occidentali e afgani. A lanciare l’allarme sono i media locali. Un emittente ha raccontato la storia di una famiglia di Kabul che si sta prendendo cura di un bambino rimasto incastrato nel filo spinato e che, nonostante gli sforzi, non è ancora riuscita a rintracciare i suoi genitori. Il piccolo, 6 anni circa, ha raccontato di essere andato all’aeroporto in compagnia della sua famiglia per fuggire dal Paese.


Tutto è accaduto in pochi secondi: il padre è caduto tra la folla e da quel momento il bambino non è riuscito a ritrovare entrambi i genitori. Questo è quello che accade ormai da giorni e che ha spinto molte famiglie a fare appelli pubblici con tanto di foto segnaletiche. Ieri, 21 agosto, Sky News, che era sul posto, ha definito la situazione un «pandemonio». Secondo il governo britannico, almeno sette persone sono morte nelle ultime ore nella calca intorno allo scalo e ieri l’ambasciata degli Stati Uniti ha sconsigliato ai propri connazionali di recarsi all’aeroporto a causa di «potenziali minacce alla sicurezza».


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