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Il caso della consigliera Pd pro-talebani: «Nura Musse Ali si dimetta»

L’avvocata e componente della commissione pari opportunità in Regione Toscana dice di essere a favore della presa del potere da parte dei fondamentalisti. Il suo partito la sconfessa

«Forse qualcuno rimarrà sorpreso, ma sono a favore della presa del potere da parte dei fondamentalisti in Afghanistan, non perché condivida il loro modus operandi. Ritengo che quello che stiamo vivendo fosse una tappa obbligata della storia». Per queste parole pronunciate in un’intervista rilasciata ieri al Tirreno Nura Musse Ali, avvocata e componente della commissione Pari Opportunità della Regione Toscana, è diventata un caso politico nazionale e ieri il Partito Democratico le ha chiesto di dimettersi da tutte le cariche. Mentre le altre componenti Pd della Commissione si sono dissociate: «L’intervento è stato a titolo personale e ci dissociamo dalle frasi sull’appoggio al regime talebano». Il caso di Nura Musse Ali è stato sollevato ieri da Matteo Salvini dopo che l’intervista di Ali è stata ripresa da alcuni quotidiani locali.


Nel colloquio con il Tirreno la consigliera ha detto anche altro: «Nel Paese i fondamentalisti rappresentano la maggioranza e gli occidentali sono visti dalla maggior parte dei cittadini come potenze straniere che non hanno cittadinanza su quel suolo. Quindi non solo è ovvio che non abbia attecchito il tentativo di importare la democrazia, ma anzi che abbia peggiorato la situazione sotto il profilo geografico, essendo stato il Paese teatro di guerra, e quello umano. Non solo sono state perse molte vite, ma chi è rimasto è comprensibilmente arrabbiato con il governo afgano e chi lo ha appoggiato facendolo durare troppo a lungo». In serata è arrivata la richiesta di dimissioni da parte del Partito Democratico: «Le parole di Nura Musse Ali non rappresentano il pensiero del Pd, che si batte da sempre affinché sia riconosciuto il ruolo delle donne, in Italia come nel mondo. Per questo, nel dissociarci dalle sue parole e nel ribadire la nostra contrarietà verso ogni regime che azzera la dignità delle persone, chiediamo che si dimetta», ha affermato in una nota Enrico Borghi, della segreteria nazionale del partito.


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