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13enne morto in monopattino, indagato l’amico 17enne che glielo aveva prestato

La decisione della procura dei minori: l’ipotesi di reato è omicidio colposo per omissione

La Procura dei Minori di Milano ha iscritto nel registro degli indagati il 17enne che l’altro ieri a Sesto San Giovanni ha prestato all’amico di 13 anni, poi morto in seguito a una caduta, il suo monopattino. L’ipotesi, come è stato anticipato da alcuni quotidiani, è omicidio colposo per omissione, in quanto il proprietario del mezzo avrebbe consentito al ragazzino, per altro inesperto, di usarlo su una pista ciclabile e quindi in un luogo pubblico, nonostante non avesse ancora 14 anni e nemmeno il casco. Il procuratore Ciro Cascone ha disposto l’autopsia che si terrà nei prossimi giorni. Il giovane, caduto in via Gramsci, era stato ricoverato con un trauma cranico e uno toracico dopo aver battuto la testa sulla pista ciclabile.


A Sesto San Giovanni scatta l’obbligo del casco

Soccorso dall’Areu in arresto cardiocircolatorio, il 13enne è stato trasportato con urgenza all’ospedale milanese di Niguarda, ma è morto durante il tragitto. Secondo la ricostruzione della Polizia locale era in compagnia di un amico e del padre di quest’ultimo all’interno del Parco 9 Novembre di Sesto San Giovanni e avrebbe chiesto di poter fare un giro in monopattino. Uscito dal parco, poco dopo le 16, avrebbe percorso ad alta velocità la pista ciclabile di viale Gramsci. Dopo aver perso il controllo del mezzo è caduto con il viso a terra riportando un trauma cranico. Quando i soccorritori del 118 sono giunti sul posto, il ragazzino era già in arresto cardiocircolatorio. Nel comune, dopo l’incidente, il sindaco Roberto Di Stefano ha emanato un’ordinanza per rendere obbligatorio l’uso del casco con il monopattino e il limite di velocità di 20 km su piste ciclabili e 5 su aree pedonali.


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