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In Trentino verso la sospensione di 560 sanitari No vax. A rischio altri mille

Sono partite le lettere di sospensione dal lavoro per i sanitari che non si sono ancora vaccinati in provincia di Trento, per lo più infermieri e Oss

In Alto Adige resta bassissima l’adesione degli operatori sanitari non vaccinati all’invito ad immunizzarsi contro il Covid-19: in una settimana, secondo i dati riferiti dall’Azienda sanitaria provinciale, solo in 32 si sono sottoposti alla vaccinazione. E così è iniziato l’iter di sospensione dei numerosi sanitari No vax. L’Azienda Sanitaria, riporta L’Adige, ha fatto sapere che nei prossimi giorni saranno consegnate a chi ha rifiutato il vaccino le note dell’autorità di avvio della procedura di sospensione: ben 560 atti di accertamento di inosservanza dell’obbligo vaccinale che saranno recapitati agli «operatori, ai loro datori di lavoro e ai rispettivi ordini professionali». Una volta completato l’iter formale, sarà il datore di lavoro (pubblico o privato che sia) a verificare la possibilità di assegnare al lavoratore una mansione diversa, o in caso di impossibilità, sospenderla dal lavoro. A luglio sono stati spediti 860 inviti contenenti l’appuntamento per la somministrazione del vaccino anti Covid e la scorsa settimana sono scaduti i termini entro i quali poter presentare l’attestazione di avvenuta vaccinazione. Dalle verifiche, riporta L’Adige, risulta che 679 operatori sanitari non si siano vaccinati. Di questi, 119 persone hanno motivato la mancata vaccinazione con varie ragioni. Restano quindi 560 operatori sanitari No vax.


I mille sanitari No vax che hanno chiesto l’esenzione per il vaccino

Per quanto riguarda i dipendenti di Apss (Azienda Provinciale per i servizi sanitari della Provincia autonoma di Trento) sono 143 le persone non vaccinate – suddivise in 58 operatori socio sanitari e 85 di altro profilo sanitario: di questi 114 lavorano nel Servizio ospedaliero provinciale (prevalentemente oss/altri ruoli di assistenza e personale infermieristico) mentre solo 27 operano nel Servizio territoriale. Non è tutto: oltre agli operatori sanitari che stanno per ricevere la lettera dell’autorità vaccinale, ce ne sono altri mille che hanno risposto formalmente ad Apss, motivando la mancata vaccinazione. Per loro si sono concluse le valutazioni delle giustificazioni da parte di una commissione interna dell’Azienda provinciale e, nel caso le motivazioni portate non siano considerate sufficienti, arriverà la convocazione d’ufficio per la somministrazione del vaccino.


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