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Ruby Ter, Berlusconi rifiuta la perizia psichiatrica. Il presidente del Tribunale: «Richiesta nel suo interesse»

L’ex premier: «Perizia lesiva della mia storia e della mia onorabilità». Il presidente del Tribunale di Milano, Roberto Bichi: «Quando è stata richiesta, né la difesa né il pm non hanno avanzato osservazioni»

La perizia medico-legale disposta dal presidente della VII sezione penale del tribunale di Milano Marco Tremolada sulle condizioni di salute di Silvio Berlusconi non si farà più. Dopo la dichiarazione depositata dai suoi legali, in cui il Cav lasciava spazio al procedimento «anche in sua assenza», sono decaduti i presupposti del legittimo impedimento, per cui lo scorso 8 settembre i giudici avevano richiesto tale perizia. Il Tribunale fisserà dunque una nuova data ravvicinata per l’udienza del caso Ruby ter, in cui il leader di Forza Italia è imputato per corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza con altre 28 persone. La nuova udienza andrà a sostituire quella prevista per il prossimo 17 novembre, data in cui si sarebbe dovuto discutere proprio della perizia medico-legale richiesta dai giudici. 


La richiesta di perizia medico-legale

La perizia sarebbe stata svolta da tre periti: un medico legale, un cardiologo e uno psichiatra. E dinanzi alla richiesta (anche) di una perizia psichiatrica, oltre a quella cardiologica e del medico legale, il Cav ha ritenuto di dover osservare come questa rappresentasse una decisione «lesiva della mia storia e della mia onorabilità» e, al contempo, mettesse in luce un «evidente pregiudizio nei miei confronti, e ben mi fa comprendere quale sarà anche l’esito finale di questo ingiusto processo». Il leader azzurro ha poi aggiunto: «Non posso quindi accettare tale decisione, che è lesiva della mia storia e della mia onorabilità. Si proceda, dunque, in mia assenza alla celebrazione di un processo, che neppure sarebbe dovuto iniziare, nella consapevolezza che anche successivamente verrà riconosciuta la assoluta correttezza del mio comportamento e sarò assolto da ogni accusa». 


La risposta del presidente del tribunale di Milano

Il presidente del Tribunale di Milano Roberto Bichi ha risposto in prima persona alle osservazioni critiche mosse dal Cav verso l’operato dei giudici del tribunale meneghino. In una nota, il presidente Brichi ha precisato che «il quesito posto dal Tribunale agli esperti fa riferimento esclusivamente all’accertamento delle condizioni di salute» di Berlusconi. Tale scelta, prosegue Brichi, in linea «con la più recente giurisprudenza», avrebbe permesso di stabilire non solo se Berlusconi sarebbe stato in grado di partecipare fisicamente e attivamente all’udienza, ma anche a metter in luce «l’eventuale irreversibilità del suo impedimento» e, dunque, «l’eventuale esistenza di un ostacolo all’effettiva articolazione di una linea difensiva e di confronto con gli esiti dibattimentali». Nella nota, il presidente Brichi ha infine evidenziato che, «come risulta da verbale d’udienza», nel momento in cui i giudici di Milano hanno posto il quesito della perizia medico-legale, «né la difesa, né il pm hanno proposto osservazioni». 

Foto d’archivio in copertina: ANSA / DANIEL DAL ZENNARO

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