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Prato, il parrocco confessa tutto: «Ero dipendente dalla droga e dal mio compagno: non riuscivo a resistere»

Il sacerdote che fino a pochi mesi fa guidava la parrocchia della Castellina a Prato ha rilasciato: «una confessione piena» al gip, come ha detto la sua legale. Al giudice ha detto: «Dentro di me una forza interiore cui non riuscivo a resistere»

«Una grave dipendenza» che lo portava ad avere un «bisogno continuo di denaro». Con queste parole l’avvocatessa Costanza Malerba spiega la condizione in cui versava don Francesco Spagnesi, il parroco pratese ai domiciliari da martedì scorso per importazione e cessione di droghe e appropriazione indebita. La legale, che insieme al suo collega Federico Febbo sta difendendo il sacerdote dalle accuse, ha parlato a ridosso dell’interrogatorio di garanzia che ha visto Spagnesi parlare con il gip per due ore e mezzo nel pomeriggio di oggi. «Ha manifestato il suo pentimento, ma ha riconosciuto che c’era una forza interiore a cui negli ultimi due anni del rapporto con Alessio Regina (il presunto compagno del prete, anche lui indagato, ndr) non riusciva a resistere: è stato sommerso da questa grave dipendenza», ha riferito l’avvocatessa. Come riferito dai suoi legali il prete «ha reso una confessione piena» al pm Lorenzo Gestri, al quale ha raccontato i dettagli dietro gli illeciti compiuti mentre ricopriva il ruolo di parroco della frazione pratese. Nel colloquio con i magistrati, don Francesco ha fatto i nomi delle persone a cui ha chiesto denaro e ha condotto gli inquirenti alle mancanze delle offerte dei fedeli sottratte. La difesa ha infine chiesto che la sede degli arresti domiciliari per il prete venga spostata dall’attuale canonica della parrocchia della Castellina a un’altra sede, forse anche per la rabbia provocata dalla vicenda sulla comunità locale.


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