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Femminicidi, la morte di Sabina Nessa riaccende l’ira tra i londinesi. Alla veglia organizzata dalle femministe parteciperà anche la polizia

La ragazza è scomparsa mentre usciva di casa per andare in un pub, ed è stata trovata senza vita in un parco

L’omicidio di Sabina Nessa, l’insegnante di origini asiatiche di 28 anni che abitava a Londra, ha riacceso l’ira dei cittadini che abitano la capitale del Regno Unito. La giovane è scomparsa mentre percorreva il tragitto da casa verso un pub poco distante dalla sua abitazione, per incontrare alcuni amici. Il suo cadavere è stato trovato in un parco sotto un mucchio di foglie il giorno dopo la sparizione. Negli ultimi giorni, la polizia londinese ha fatto sapere che le indagini sul caso Nessa avrebbero riacceso i riflettori sulle violenze contro le donne. Una posizione ribaltata dal capo detective Trevor Lawry che ha invece minimizzato l’accaduto. Lawry ha infatti definito l’omicidio di Nessa un «episodio isolato nel panorama generale della città», sostenendo che la strade dei Londra sono «sicure per tutte le donne». Parole che hanno rianimato la rabbia molte attiviste di vari movimenti femministi, e che si sono date appuntamento per una veglia di protesta domani, 24 settembre, in memoria della giovane insegnante uccisa. Un raduno non solo autorizzato, ma a cui la polizia ha promesso di aderire.


Sadiq Khan: «I femminicidi sono una piaga sociale epidemica»

Il corpo di Sabina Nessa è stato rinvenuto senza vita sabato 18 settembre a Cator Park, nell’area di Kidbrooke (Greenwich), nel Sud-Est di Londra. L’omicida, come hanno dichiarato oggi gli investigatori durante una conferenza stampa, sarebbe «uno sconosciuto che l’ha aggredita fatalmente». Nessa, secondo le indagini degli investigatori, sarebbe morta dopo le 20:30 del 17 settembre, mentre percorreva il breve tragitto da casa verso un pub, dove era attesa dagli amici. Il sindaco di Londra, il laburista Sadiq Khan, dopo la morte dell’insegnante 28enne, ha ribadito che l’alto numero di femminicidi che si sta registrando «in troppe città britanniche», rappresenta una vera e propria «piaga sociale epidemica».


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