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A casa di Morisi trovata piccola quantità di cocaina

Attesa per gli esami del liquido sequestrato ai giovani che l’hanno accusato. L’ex spin doctor potrebbe fare dichiarazioni ai pm

La spiegazione decisiva, che determinerà anche il peso dell’indagine, è affidata all’esame tossicologico che la procura di Verona attende per i prossimi giorni. Solo a quel punto si saprà se l’accusa contro l’ex spin doctor di Matteo Salvini, Luca Morisi, per cessione di sostanza stupefacente è destinata a restare in piedi oppure no. Nel frattempo, però, emergono alcuni dettagli ulteriori sul controllo che nell’ambito di qualche settimana ha portato alle dimissioni il creatore della Bestia, la macchina social che ha accompagnato l’ascesa politica di Salvini come “capitano” e leader di una Lega ai suoi massimi storici. Tra questi, che in casa di Morisi è stata trovata anche della cocaina, in piccola quantità. La droga non era occultata, ed è stata rinvenuta con facilità dagli investigatori. Si tratterebbe di una piccola quantità, compatibile con l’uso personale, e quindi un illecito di tipo amministrativo.


L’inchiesta

Come hanno spiegato questa mattina la Repubblica e Corriere della Sera, tutto comincia quando sulla strada che collega il piccolo ed estremamente tranquillo comune di Belfiore d’Adige a San Bonifacio, e quindi a Verona, viene fermata un’automobile con a bordo due o forse tre ragazzi. È la notte del weekend di Ferragosto, sabato, e i Carabinieri stanno eseguendo un controllo di routine. In quel momento non c’è un fascicolo penale aperto – tanto che agli atti c’è solo un verbale e non una informativa – ma non è chiaro se il controllo sia avvenuto casualmente o sulla base di una “segnalazione”. Fatto sta che una volta fermati, i giovani, poco più che maggiorenni, si mostrano immediatamente molto nervosi. E quando i Carabinieri controllano l’auto trovano all’interno una bottiglia di liquido, una sostanza stupefacente non meglio specificata. È a questo punto che i giovani fanno il nome di Luca Morisi «che abita a Belfiore».


Il controllo a casa dello spin doctor, un appartamento all’interno di una cascina ristrutturata, è immediato. Nella sua camera, gli uomini dell’Arma trovano una sostanza in polvere bianca che al primo controllo sommario risulta essere chiaramente cocaina, conferma una fonte contattata da Open (ovviamente anche questa sostanza è stata comunque sottoposta ai controlli più specifici). È poca, un quantitativo compatibile con la detenzione per uso personale. Visto però che i giovani controllati hanno fatto il suo nome, Morisi viene iscritto al registro degli indagati per cessione di sostanze stupefacenti. Il procuratore di Verona, Angela Barbaglio, affida il caso al sostituto Stefano Aresu che fa ulteriori accertamenti.

Ma, come dicevamo, il punto decisivo a questo punto è capire cosa sia la sostanza sequestrata ai giovani. Potrebbe trattarsi di Ghb (l’ecstasy liquida) di Gbl, la cosiddetta «droga dello stupro» o di Popper che è invece un potente vasodilatatore spesso associato ad altre droghe vere e proprie ma di per sé legale. I controlli sul liquido sequestrato vanno al momento al rilento perché il laboratorio chimico dei Carabinieri di Verona serve tutta la provincia e quelle vicine. In ogni caso, l’avvocato difensore di Morisi ha preso contatti col titolare del fascicolo ed è possibile che lo stesso ex portavoce di Salvini si presenterà nei prossimi giorni al pm per dare la sua spiegazione dei fatti.

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