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Elezioni comunali, caos nei seggi di Roma: «Schede scambiate e registri mancanti, voto iniziato dopo due ore»

A raccontare il disastro organizzativo è Alessandro Cozza, coordinatore del comitato del candidato presidente del Municipio XV. «Costretti a chiedere alla gente di tornare dopo un’ora e mezza»

Schede scambiate, registri sbagliati ed elenchi che mancano. L’apertura delle urne per le elezioni comunali a Roma si è rivelata più faticosa del previsto: i dati sulle affluenze sono arrivati con più di un’ora di ritardo rispetto a tutte le altre principali città d’Italia coinvolte nel voto e i problemi sembrano continuare. A partire dalle 7 di mattina, orario ufficiale di apertura per le Amministrative in tutta Italia, nel Municipio XV in zona Tor di Quinto l’allarme è stato quello di diversi elenchi mancanti al seggio 2416. Non meglio per il seggio 577 dove le schede arrivate sono risultate appartenere al Municipio V e non al XV. Un disastro organizzativo raccontato ad Ansa da Alessandro Cozza, coordinatore del comitato del candidato presidente del Municipio XV, Daniele Torquati. «Al seggio 2337, zona San Godenzo, non erano presenti i registri elettorali degli uomini. E hanno dovuto consigliare di tornare dopo un’ora e mezza» ha continuato a raccontare Cozza. «Sempre nel seggio di San Godenzo i cittadini hanno potuto iniziare a votare dalle 10.45 circa. Ieri sera invece nelle sezioni 2337 e 2338 mancavano i registri, i presidenti, gli scrutatori e un registro di un seggio». Problemi che secondo il coordinatore sarebbero stati risolti nella serata di ieri verso le 22 per poi scoprire alle 7 di mattina l’ulteriore intoppo: «Con l’apertura delle votazioni si sono accorti che in due seggi i registri degli uomini erano di un altro seggio».


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