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Titolo sessista su Virginia Raggi: Feltri e Senaldi condannati per diffamazione

La sindaca uscente dopo la sentenza: «Spero che questo episodio serva da monito per riflettere seriamente sui temi del sessismo»

11 mila euro di multa per diffamazione. È questa la sentenza dal tribunale di Catania per l’articolo sull’uscente sindaca di Roma, Virginia Raggi, firmato dall’ex direttore di Libero, Vittorio Feltri e pubblicato sulla prima pagina del quotidiano nel febbraio 2017, con il titolo Patata bollente. Dopo la sentenza, Raggi ha dichiarato che «quel vergognoso titolo non ha offeso solo me, ma tutte le donne», augurandosi che «questo episodio serva da monito per riflettere seriamente sui temi del sessismo e dell’hate speech», sottolineando che «il rispetto delle donne e delle persone deve venire sempre, prima di tutto». Ma il fondatore di Libero, candidato capolista per Fratelli d’Italia a Milano nelle ultime elezioni comunali, non sarà l’unico a dover risarcire Raggi. È stato infatti condannato per omesso controllo anche l’allora direttore responsabile – e attuale vicedirettore – di Libero Pietro Senaldi, che dovrà invece pagare una multa di 5 mila euro. Il giudice ha stabilito un risarcimento danni da stabilire in sede civile, fissando una provvisionale di 5 mila euro, il pagamento delle spese legali e la pubblicazione della sentenza sui maggiori quotidiani nazionali. Feltri era stato rinviato a giudizio nel dicembre 2019, dopo la querela di Virginia Raggi, che si era costituita parte civile nel processo, per avere «offeso la reputazione» della sindaca uscente. La procura aveva inizialmente chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione per Feltri e a otto mesi per Senaldi.


Foto in copertina: ANSA


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