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Il costituzionalista: «Sì allo scioglimento di Forza Nuova, il governo può agire per decreto»

Il professor Clementi: ci sono i presupposti per utilizzare la legge Scelba. L’esecutivo ha tutti gli elementi per intervenire

«Per come sembrano essersi svolti i fatti, il caso rientra fra le fattispecie previste dalla legge Scelba. Ovvero una manifestazione ripetuta ed evidente di metodi violenti». Il professore di diritto pubblico comparato all’università di Perugia Francesco Clementi dice sì allo scioglimento di Forza Nuova e sostiene che il governo Draghi può agire anche per decreto. Il costituzionalista spiega che il divieto di ricostituzione del partito fascista «lo prevede la dodicesima disposizione finale della Costituzione che vieta la riorganizzazione sotto qualunque forma di quel partito. Tuttavia, l’applicazione di quella disposizione – ai sensi della legge Scelba del 1952 – dice che il divieto scatta quando un movimento persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, “usando o minacciando la violenza quale metodo di lotta politica, o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista».


Il professore ricorda i casi dello scioglimento di Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale, che risalgono agli anni Settanta. Poi spiega come si può procedere nei confronti del partito di Roberto Fiore e Giuliano Castellino: «Ci sono due strade. La prima: una sentenza di un giudice penale che certifichi la ricostituzione del partito fascista. In questo caso il ministro per gli Interni, sentito il Consiglio dei ministri, ordina lo scioglimento e la confisca dei beni». Oppure: «Il governo, di fronte al conclamato ed evidente manifestarsi delle ragioni indicate dalla legge Scelba, può adottare un decreto legge di scioglimento senza attendere un giudice». E conclude: «Sulla base degli elementi fattuali di questi giorni, i trentotto feriti fra le forze dell’ordine, il materiale documentale prodotto dalla stampa, penso che il governo abbia tutti gli elementi per intervenire».


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