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No vax morto a Ferrara, indagato il medico che lo curò via telefono e mail. Al vaglio le chat sul cellulare

Vicino alle teorie sulla terapia domiciliare del gruppo IppocrateOrg, Alberto Dallari è accusato di omissione di soccorso e colpa medica

Il medico Alberto Dallari, che aveva in cura il 68enne No vax morto di Covid lo scorso 8 ottobre, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Ferrara. Le ipotesi d’accusa sono di colpa medica e omissione di soccorso. Il paziente non vaccinato e risultato positivo al virus era stato “curato” inizialmente per telefono e via mail seguendo le teorie sulla terapia domiciliare del sito IppocrateOrg, di cui Dallari risulta un fiero sostenitore. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti il 68enne sarebbe poi arrivato in ospedale in condizioni già altamente compromesse dalla malattia. Ai medici aveva raccontato di aver seguito la “cura” consigliata dal dottor Dallari legati al gruppo IppocrateOrg.


Lo stesso che pochi giorni fa è stato il protagonista di una contestata ospitata al Senato durante l’International Covid Summit 2021 organizzato dalla senatrice della Lega Roberta Ferrero: tra le cure alternative presentate la vitamina D, la curcuma e non ultime l’idrossiclorochina e l’antiparassitario ivermectina, i due baluardi delle teorie di cura domiciliare non autorizzate su cui la comunità scientifica ha più volte messo in guardia. La decisione del pm Ciro Alberto Savino nei confronti di Dallari è un atto dovuto anche in vista dell’autopsia prevista per la giornata di domani, mercoledì 13 ottobre, da cui si attendono ulteriori risposte alla vicenda. La squadra mobile della polizia di Reggio Emilia ha sequestrato al medico attualmente in pensione pc e telefoni per ricostruire anche attraverso le chat i contatti che ha avuto con il paziente.


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