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Omicidio Regeni, il tribunale sospende il processo: nuove ricerche per gli 007 egiziani assenti – Il video

Oggi in aula per la prima udienza erano presenti anche gli avvocati dello Stato in rappresentanza della Presidenza del Consiglio: hanno depositato istanza di costituzione di parte lesa

Il processo a carico dei quattro 007 egiziani accusati di avere sequestrato, torturato e ucciso il ricercatore Giulio Regeni nel febbraio del 2016 è stato sospeso. Gli atti tornano nelle mani del giudice dell’udienza preliminare che deve disporre nuove ricerche sugli imputati. I giudici hanno annullato l’atto con cui il gup ha disposto il rinvio a giudizio degli imputati nel maggio scorso. Questo significa che si riparte dall’udienza preliminare e il giudice dovrà utilizzare tutti gli strumenti, compresa una nuova rogatoria con l’Egitto, per rendere effettiva, e non solo presunta, la conoscenza agli imputati del procedimento a loro carico. Oggi, 14 ottobre, si è tenuta la prima udienza. In aula, davanti alla terza corte d’assise, anche i genitori di Regeni e la sorella, Paola, Claudio e Irene, già costituite parte civile. Presenti anche gli avvocati dello Stato in rappresentanza della Presidenza del Consiglio, che hanno depositato istanza di costituzione di parte lesa. A processo ci sono il generale Sabir Tariq, i colonnelli Usham Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. Le accuse sono, a seconda delle posizioni, di concorso in sequestro di persona pluriaggravato, concorso in lesioni personali aggravate e concorso in omicidio aggravato.


Il procuratore: «L’Egitto non ha mai risposto sulle assenze degli imputati»

Commentando l’assenza in aula dei quattro 007 imputati, il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco nel corso del suo intervento ha parlato di «una azione complessiva dei quattro imputati, e alcuni loro colleghi, compiuta dal 2016 e durata fino a poco fa, per bloccare, rallentare le indagini ed evitare che il processo avesse luogo in Italia. Da parte loro per 5 anni c’è stata una volontaria sottrazione, vogliono fuggire dal processo. Sono finti inconsapevoli». Secondo Colaiocco, ci sono «almeno» 13 elementi che dal 2016 a oggi fanno emergere che gli agenti si sono volontariamente sottratti al processo. «L’Egitto non ha mai risposto sulle assenze», ha detto. «Abbiamo fatto quanto umanamente possibile per fare questo processo, e sono convinto che oggi i 4 imputati sappiano che qui si sta celebrando la prima udienza».


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