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Regno Unito, dietro l’omicidio Amess l’ombra del terrorismo. La polizia: «Legami con l’estremismo islamico»

Torna l’incubo dell’omicidio politico nel Regno Unito, a cinque anni dall’omicidio della deputata laburista Jo Cox

Ha una matrice terroristica l’omicidio del deputato conservatore David Amess, ferito a morte con un coltello in una chiesa durante un incontro elettorale nell’Essex. In un comunicato la polizia ha spiegato che i primi elementi raccolti indicano potenziali legami con l’estremismo islamico del 25enne britannico di origine somala che avrebbe aggredito il deputato nella chiesa metodista di Leigh-on-Sea. Amess, 69 anni, era sposato e aveva 5 figli. Cattolico e antiabortista, era stato un convinto sostenitore della Brexit. Il presunto aggressore lo ha colpito davanti a decine di persone con diverse coltellate. Sono apparsi vani sin da subito i tentativi di rianimare Amess, steso per terra in una pozza di sangue, mentre atterrava un’eliambulanza che lo avrebbe portato già in gravissime condizioni in ospedale. Il deputato è morto poco dopo.


L’episodio ha richiamato alla memoria altre vicende analoghe recenti. Per ultimo l’assassinio di Jo Cox, deputata laburista sulla trincea opposta di Westminster, che 5 anni fa, nel giugno 2016, poco prima del referendum sul divorzio dall’Ue, pagò con la vita il suo impegno pro immigrati e filo-europeista, massacrata a coltellate e colpi di arma da fuoco da un solitario estremista di destra, Thomas Mair, al grido «Britain First»: anche lei a margine di una riunione a viso aperto con cittadini nel suo collegio elettorale, in quel caso nello Yorkshire (nord Inghilterra).


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