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In Italia arriva Epidemic Intelligence, la rete per prevenire le pandemie

Il ministero della Salute ha emanato una circolare che spiega, nel dettaglio, in cosa consiste e come è composta

Dopo che il mondo è stato travolto dal Covid, diventa operativa la Rete di Epidemic Intelligence nazionale contro il rischio di pandemie così da identificare precocemente e monitorare eventi inattesi di malattie che possano costituire poi un’emergenza internazionale di sanità pubblica. Oggi il ministero della Salute, infatti, ha emanato una circolare che fornisce indicazioni ben precise, tutte operative, su come implementare la sorveglianza basata su eventi a livello nazionale. La rete è composta da analisti che vengono formati e certificati dall’Istituto superiore di sanità e dal ministero, designati dai rappresentanti dei servizi sanitari pubblici (ministero della Salute, ISS, Regioni/PA, ASL, IRCCS, ecc.). Questi esperti saranno chiamati a definire le modalità operative e l’organizzazione del lavoro nel corso della prima riunione della rete. L’obiettivo della sorveglianza basata su eventi resta quello di identificare tempestivamente tutte le notizie su malattie trasmissibili sul territorio nazionale che siano inattese, inusuali o rilevanti per la sanità pubblica e che, dunque, possano metterla a dura prova (facendo pressione, ad esempio, sugli ospedali).


Cosa fa la sorveglianza allora? «Capta informazione pubblicamente disponibili da fonti non convenzionali – si legge – attraverso piattaforme dedicate per rilevare segnali precoci di eventi di interesse». Le principali fonti informative per la rilevazione delle allerte saranno rappresentate da MedISys5, Google Alert e Google News ma potranno comunque essere consultati altri software di biosorveglianza. Ogni settimana verranno realizzati bollettini che includono gli eventi – che possono, di fatto, costituire un’emergenza di sanità pubblica – identificati nei sette giorni. I referenti del ministero della Salute, quindi, valuteranno tutte le notizie ricevute e poi richiederanno la verifica e la validazione ai referenti regionali così da far scattare possibilmente una segnalazione internazionale. I referenti regionali, invece, verificheranno le notizie di loro competenza così da adottare misure di controllo e notifica sul proprio territorio.


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