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Anche il referendum contro la caccia supera 500 mila firme. Ma c’è ancora il problema dei comuni “lumaca”

Come già successo con il referendum sulla cannabis, si registrano «ritardi burocratici da parte dei Comuni per la certificazione delle firme raccolte»

Il referendum contro la caccia raggiunge le 500 mila firme, quelle necessarie per dare il via all’iter. Ad annunciarlo è la senatrice Virginia La Mura di Sinistra Italiana. Anche in questo caso, però, come già capitato con il referendum sulla cannabis, i comuni starebbero perdendo del tempo prezioso nell’invio delle certificazioni elettorali di chi ha votato per il referendum. «Si registrano ritardi burocratici da parte dei comuni per la certificazione delle firme raccolte. Il governo per il referendum sulla cannabis ha già adottato una norma che consente la proroga dei termini, per questo ho chiesto alla ministra Marta Cartabia di dare la possibilità di depositare le certificazioni necessarie all’indizione del referendum contro la caccia entro il 15 novembre, posticipando dunque la data prevista», ha dichiarato La Mura.


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