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Ciclone a Catania, il prefetto: «Allerta massima. Uscite solo per assoluta necessità». L’Ue pronta a mandare aiuti

La Sicilia si prepara al peggio: domani e dopodomani resteranno chiusi uffici, scuole e negozi

La gente è terrorizzata dopo quello che è accaduto negli ultimi giorni a Catania con il maltempo che ha messo in ginocchio la città. L’allerta è massima. Il prefetto di Catania invita a non uscire dalle proprie abitazioni se non «per situazioni di assoluta necessità». Per domani e dopodomani, 28 e 29 ottobre, è stata disposta la chiusura di tutti gli uffici pubblici, compresi quelli giudiziari: verranno garantiti solo i servizi essenziali, di emergenza e soccorso. Sospese le udienze, ad eccezione di quelle non rinviabili davanti al Tribunale, Corte d’appello e giudice di pace. Chiuse scuole, esercizi commerciali non essenziali (quindi salve farmacie e alimentari), rinviati i test di professioni sanitarie, limitato persino l’uso di auto e disposto il divieto di circolazione di cicli e motocicli. I commercianti si preparano al peggio, sistemando le barriere in ferro nei negozi per evitare allagamenti. Intanto la Commissione europea ha fatto sapere di essere pronta ad aiutare la Sicilia. «L’Unione europea è pronta a fornire assistenza», ha comunicato in un tweet.


Quello che è accaduto in questi giorni non ha precedenti. A Scordia è morto un uomo, e la moglie risulta ancora dispersa. La seconda vittima accertata aveva 53 anni. «In 49 anni di vita vissuta in questa città non avevo mai visto questo fenomeno», ripete, sconvolto, il sindaco di Catania, Salvo Pogliese. Quello che adesso fa più paura è l’arrivo di un uragano di categoria 1, con venti che potranno sfiorare i 120 km/h. Il picco è previsto per venerdì quando «è atteso un peggioramento sensibile», dice Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile.


La Sicilia ha deliberato lo stato di emergenza e chiesto al governo il riconoscimento dello stato di calamità nazionale. Il presidente della Regione Nello Musumeci vorrebbe una «legge speciale» con una dotazione di «almeno 3 miliardi». I danni, al momento, non sono stati quantificati. La ministra per gli Affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini ha assicurato un aiuto «concreto» dell’esecutivo. Una trentina di abitanti del villaggio Santa Maria Goretti, una delle zone maggiormente colpite, ha bloccato la strada per protestare contro il mancato completamento dell’intervento di pulizia del torrente Forcile che è esondato. La protesta, poi, si è conclusa con l’arrivo degli operai del comune che hanno ripulito un tratto del torrente.

Foto in copertina: ANSA/ORIETTA SCARDINO

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